"Siamo vicini al centro, ma gli addobbi li paghiamo noi": la lettera dei residenti del Libertà a Santa Claus

La protesta di due componenti del Comitato cittadini attivi del Libertà: "Vorremmo avere delle luminarie, o un albero addobbato, o ancora un piccolo tuo villaggio; e invece no"

Luminarie in corso Mazzini (Foto Fb Rizzi Leonardo)

"Caro Babbo Natale chi ti scrive quest'anno è il Libertà". Inizia così la lettera a firma di Alessandro e Luca, due componenti del comitato cittadini attivi del Libertà, indirizzata simbolicamente a Santa Claus per denunciare la ghettizzazione del quartiere.

A differenza del quartiere Murattiano, infatti, in diverse vie del quartiere - con l'unica eccezione di via Manzoni, interessata da iniziative del Comune - le luminarie sono state interamente finanziate dai residenti e dai commercianti, che si sono autotassati per acquistare degli addobbi luminosi:

Io con loro, caro Babbo Natale, volevo passare delle belle feste natalizie, ma forse sono stato troppo cattivo. Sai, tutte le manifestazioni vengono fatte in centro. Mi sento solo, abbandonando, eppur io con tutti questi miei amici vogliamo solo vivere il Natale come tutti gli altri. Avere delle luminarie, o albero addobbato, o ancora un piccolo tuo villaggio; e invece no. Siamo costretti a far fronte a tutto questo, autotassandoci, per vedere una via illuminata.

"Stanchi del fango viene gettato sul quartiere"

Una lettera in cui è proprio il quartiere a sottolineare lo stato di abbandono in cui vivono i suoi 60mila abitanti. Quel Libertà dove "piazza del Redentore è stata trasformata in un centro di lotta politica, e a farne le spese sono i cittadini" ricordano i due autori dello scritto, "tanto amato durante le campagne elettorali, e poi da tutti abbandonato".

E passano a ricordare coloro che ogni giorno si impegnano per il riscatto sociale del Libertà, le tante persone che "operano nel silenzio più totale, lontani dai riflettori perché vogliono il mio bene", i commercianti "che si rimboccano le maniche e che dignitosamente portano il pane a casa", i tanti "brava gente insomma, stanca del continuo fango che mi viene gettato addosso". 

Poi la conclusione, con un ultimo, laconico, appello:

Io sono il Libertà e sono stanco di essere isolato!

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Commenti (1)

  • Non è bello vivere con la paura del pizzo,xke il comune lo sa ke carrassi rione iapigias.paolo Marinella liberta s.pasquale ecc.ecc.si vive di tangenti

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