Libertà, vandalismo e strade sempre più sporche. I residenti: "Vogliamo risposte"

Camminata per le vie di un quartiere dall'aspetto decadente, vera e propria 'pancia' della città, dove la vita non pulsa più come un tempo tra degrado e scarso senso civico: "Dobbiamo fare lo slalom tra gli escrementi" racconta un'abitante della zona

Rimpianto: è probabilmente la sensazione più ricorrente passeggiando per le vie del Libertà. Quello che una volta era il cuore pulsante e vivo di una città commerciale e popolare, sta lentamente scivolando nell'indifferenza e nel degrado tra negozi chiusi e una progressiva e paradossale metamorfosi in zona periferica, sempre meno centro nevralgico dell'economia e della socialità baresi. Un quartiere ripiegato in sé stesso, ancor di più dopo il crollo di via Manzoni, un tempo fiorente strada dello shopping e ora passerella di saracinesche chiuse.

Il Libertà appare ormai abbarbicato sugli ultimi due suoi centri nevralgici, il Tribunale e il Mercato alla ex Manifattura dei tabacchi, entrambi 'minacciati' rispettivamente dai progetti di riorganizzazione delle sedi giudiziarie del capoluogo e da una struttura in parte fatiscente. Ed è proprio quest'ultimo il simbolo di ciò che è stato e che poteva diventare il Libertà, trasformandosi da rione popolare a zona universitaria: il progetto di trasferire Scienze della Formazione nel grande complesso di edifici che taglia in due la scacchiera di isolati attorno al plesso è rimasto incompiuto e la Manifattura resta un grande cantiere di sogni attorno al quale cresce sempre di più l'incuria: "Le strade sono sempre più sporche - afferma sconsolata una donna del quartiere - dobbiamo continuamente fare lo slalom tra gli escrementi canini". "Prima non era così" le fa eco un'altra donna all'uscita del grande Mercato, "ci piacerebbe che le cose qui cambiassero un po'. Siamo abbastanza stufi".

In effetti colpisce, più che in altri quartieri, la mancanza di pulizia, dovuta anche al poco senso civico. Non mancano infatti le colonnine degli impianti telefonici ed elettronici divelte o distrutte. Persino la piastra del bike-sharing vicino al Palazzo di Giustizia è arrugginita e danneggiata. Non basterebbe una 'rinfrescata' per ridare lustro a un quartiere che, per certi versi, ha sempre rappresentato tra luci e ombre, nel bene e nel male, la pancia, 'le 'ndrame' di Bari, intreccio di umanità, groviglio di storie, linfa vitale di un sistema urbano e sociale. Si tratta di una sfida non semplice, ma ancora possibile, per via delle tante potenzialità inespresse sul territorio.Ci sarà mai qualcuno che vorrà raccoglierla e intraprenderla fino in fondo?

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