La lotta allo spreco si impara in classe: all'istituto 'Gabelli' arrivano le 'dispense solidali'

Al via il progetto di 'School Sharing' ideato dall'associazione Farina 080 e finanziato dalla Fondazione Megamark, che coinvolgerà nove classi tra elementari e medie inferiori

Portare a scuola la filosofia del 'food sharing', insegnando ai più piccoli l'importanza della lotta allo spreco e della condivisione di cibo. Nasce con questi intenti il progetto 'School Sharing', ideato dall’associazione Farina 080 (che da anni porta avanti Avanzi Popolo 2.0) con la collaborazione dell’istituto comprensivo “Aristide Gabelli” e il contributo economico della Fondazione Megamark che ha selezionato l’idea tre le vincitrici dell’ultimo bando “Orizzonti Solidali”. 

L'iniziativa ha preso il via questa mattina con un incontro dedicato al tema dello spreco alimentare con i ragazzi di scuola elementare e media dell'istituto 'Vacca' di Catino. Domani sarà la volta degli studenti dell''Aldo Moro' di Santo Spirito.

Il progetto: lezioni e dispense solidali

A prendere parte al progetto saranno complessivamente nove classi, cinque di scuola elementare e quattro di media inferiore. Nei plessi 'Aldo Moro' di Santo Spirito  e 'Domenico Vacca' di Catino verranno installate due dispense solidali, che permetteranno a studenti e docenti di sperimentare la condivisione del cibo, a partire dai prodotti prossimi alla scadenza. Si potranno organizzare merende di classe, ma anche raccogliere cibo per situazioni di bisogno del territorio, aumentando così la consapevolezza collettiva di quanto cibo ogni anno venga buttato nonostante sia ancora buono. Il progetto sarà completato da lezioni sull’impronta ecologica, sul costo energetibambini-4-3co legato alla produzione alimentare e su tutte le problematiche legate alle filiere produttive alimentari, e da laboratori per affrontare il tema dello spreco alimentare anche sotto altre sfaccettature culturali. 

I numeri dello spreco di cibo e l'importanza della prevenzione

Se recuperare gli sprechi è fondamentale, prevenirli è la chiave perché solo in questo modo si può agire su tutta la filiera agroalimentare, dal momento della produzione fino a quello del consumo domestico passando dalla distribuzione. Solo in Italia, il 42% dello spreco deriva dalle cattive abitudini alimentari presenti in casa; basti pensare che ogni famiglia spreca, in media, ogni anno, 454 euro di alimenti acquistati e non consumati. 

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