Lungomare, da agosto la chiusura. E intanto si pensa alla riqualificazione

Dal primo agosto al 10 settembre il lungomare sarà chiuso al traffico nelle ore serali. Intanto al Politecnico è stato presentato il progetto di pedonalizzazione e riorganizzazione della vendita di cibo nell'area tra piazza Mercantile e Santa Scolastica

Una veduta del lungomare Imperatore Augusto

Ancora pochi giorni e il Lungomare Imperatore Augusto di Bari sarà off limits per le auto nelle ore serali. Solo a piedi, al massimo in bicicletta. E a ciò si accompagna il progetto di regolamentazione della vendita di alimenti nell’area che va dal Teatro Margherita a Santa Scolastica, dove si concentra la vita notturna del capoluogo pugliese. La protesta dei venditori abusivi non ha intimorito il Comune. Di immediata attuazione la prima, con tempi tecnici ancora da definire (non certo prima del prossimo anno, quando potrebbe partire la sperimentazione) la seconda.

Ma l’importante è almeno lavorarci, soprattutto per scongiurare il grave rischio di infiltrazioni malavitose nella movida della Città Vecchia: “I clan stanno cercando di metterci le mani sopra – denuncia il sindaco Michele Emiliano, nel corso della presentazione del progetto ideato dal Politecnico di Bari e dall’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Bari e Bat  – e la battaglia del Lungomare include anche questo, perché le postazioni abusive per vendere cibo sono assegnate da loro e non dal Comune. Bisogna offrire un’alternativa che non sia solo la multa e dimostrare che lo Stato è migliore. Dobbiamo operare un processo di cambiamento della città, di rispetto delle regole, di sicurezza e anche di tutela della salute dei cittadini che acquistano il cibo per strada. Non si può sostenere che l’illegalità faccia colore e i commercianti non possono temere ogni volta che la pedonalizzazione li danneggi, perché è provato che non è così”.  il contesto urbano-2

E nel frattempo si pensa già al dopo. Già ribattezzato ironicamente ‘Progetto sgagliozze’, il futuro del Lungomare assume i tratti di un’area ordinata, con piattaforme in legno che ben si integrano con la pietra millenaria del borgo antico e dei muretti del Ventennio, su cui installare strutture rimovibili in legno e acciaio (in corrispondenza di piazza Mercantile, della Basilica di San Nicola e di Santa Scolastica), dotate di allacciamento ad acqua, gas ed elettricità, per la cottura e la conservazione dei cibi, il tutto a firma dei docenti del Politecnico Francesco Selicato, Michele Beccu e Rossana Carullo, che ci hanno lavorato per circa un anno con la collaborazione di 3 giovani studenti assegnatari della borsa di studio Ance da 25mila euro. Obiettivi: riconfigurare il rapporto tra città e costa, rivedere la mobilità nella zona e integrare le necessità moderne con la rilevanza storica dei luoghi, eliminando, per quanto possibile, anche le barriere architettoniche. La produzione di questi cibi di strada è un fenomeno identitario, come hanno spiegato i progettisti, e va rispettato, ma reso conforme alle regole igienico – sanitarie e alla sicurezza. Interventi, alcuni, più facili da rendere operativi, altri di medio – lungo periodo, come quelli sulla mobilità. Ma l’importante è cominciare. La sperimentazione (con licenza probabilmente vincolata all’uso di queste attrezzature) potrebbe cominciare già la prossima estate, finanziamenti permettendo. E il costo totale dell’operazione si potrà conoscere solo quando il progetto diverrà esecutivo.

attrezzature di pedonalizzazione del lungomare-2

 

 

 

                           

 


 

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