Maltrattamenti sui bimbi in asilo, la sentenza di condanna delle maestre: "Attentato allo sviluppo dei piccoli"

Pubblicato il dispositivo della decisione emessa a novembre scorso dal Gip del Tribunale di Bari, sul caso delle insegnanti e delle violenze subite da 15 piccoli in un asilo di Santo Spirito

Asilo - Foto da web

"Non c'è dubbio che il trattamento riservato dalle imputate ai loro piccoli alunni rappresenti un attentato allo sviluppo psicofisico dei bambini, come qualunque altro evento traumatico che porti il bambino a sperimentare la paura di un danno fisico o di una perdita". E' quanto si legge nelle motivazioni della sentenza emessa a novembre scorso dal Gip del trbunale di Bari, Rosa Anna De Palo, che ha portato alla condanna con rito abbreviato, alla pena di 3 anni  4 mesi, due maestre di un asilo di Santo Spirito, ritenute responsabili di maltrattamenti su 15 bambini. Nel dispositivo si lecche che "alle due insegnanti non si rimprovera la scelta di un metodo pedagogico piuttosto che un altro, la scarsa empatia, la rigidità dei comportamenti, il mancato aggiornamento didattico; non le si fa carico di usare modi bruschi e inurbani, toni di voce alterati e spaventevoli".

"Maltrattamenti constatabili anche eliminando l'audio dei filmati"

"La questione - si legge ancora - è molto più grave, poiché qui si documentano visivamente strattonamenti, colpi di mano sulla testa, sulla fronte o sulle mani dei bambini, trascinamenti per le braccia, sbattimenti sulla sedia; immobilizzazioni fisiche per un tempo non irrilevante; imprecazioni ed espressioni spregiative. E tutto ciò lo si può constatare persino eliminando l’audio, per non subire il condizionamento di quella voce stridula, poiché in questa caso anche il muto è scandalosamente eloquente". Nelle indagini dei Carabinieri, coordinate dalla pm Simona Filoni, tra fine marzo e aprile 2016 sarebbero stati rilevati 37 episodi di violenza nei confronti dei piccoli: "Un danno su un singolo bambino è danno per tutti: mentre un bambino subisce violenza, i compagni entrano in una condizione di terrore che la stessa violenza possa essere rivolta a loro stessi" ha affermato l’avvocato Giulio Canobbio, direttore del Comitato scientifico dell’associazione 'La Via dei Colori' e difensore di alcune famiglie coinvolte.

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