Mobilitazione contro il decreto sicurezza, sit-in in centro: "Aumenteranno gli irregolari. Non criminalizzare i più deboli"

Manifestazione, in corso Vittorio Emanuele, per dire no al provvedimento recentemente approvato dalla Camera dei Deputati che prevede norme con cui sarà "smantellata" di fatto la rete di accoglienza e tutela ai migranti

Mobilitazione in corso Vittorio Emanuele a Bari, questa mattina, contro il Decreto Sicurezza recemente approvato dal Camera dei Deputati, che prevede norme con cui sarà "smantellata" di fatto la rete di accoglienza e tutela ai migranti. Il Coordinamento dei Progetti Sprar Puglia, assieme a numerose associazioni e arealtà pubbliche e private da decenni impegnate sul tema, hanno preso parte ad una manifestazione per dire no al provvedimenti: "Da uno Stato che predisponeva dei servizi per l’accoglienza dei Richiedenti Asilo e ne strutturava i percorsi di integrazione, fornendo strumenti per la realizzazione di un piano di interazione sociale, stiamo passando alla delegittimazione di ogni attività di supporto e addirittura al non riconoscimento della figura del richiedente asilo cominciando dal non permettere l’inserimento negli SPRAR e a non concedere i servizi minimi di accoglienza quali per esempio i corsi di italiano, indispensabili per interagire con il territorio nel quale si sta". Nei giorni scorsi, sulla questione del decreto, vi è stata una raccolta firme proprio davanti alla Prefettura.

"Vengono meno principi costituzionali"

Con il provvedimento "vengono meno principi costituzionali e legislativi per le famiglie - proseguono i promotori della protesta - con minori costrette in centri promiscui senza tutela per l’infanzia e l’adolescenza, così come per i portatori di handicap o di gravi malattie. Tutto spazzato via in nome di una campagna di terrorismo nei confronti di chi viene da altri Paesi sfuggendo a persecuzioni e morte, tutto per creare consenso e voti, passando sopra alle tragedie che queste persone vivono. Si è cominciato con la criminalizzazione di chi salvava vite per mare, fuggendo dai lager libici finanziati anche con denaro europeo, e si sono poi bloccati i flussi controllati dai campi profughi turchi e libanesi, dove le persone fuggite alla guerra si trovano ad essere vittime di aguzzini e soprattutto muoiono di malattie e fame". 

"Umanità vilmente tradita"

"Di fronte a tutto ciò - concludono i manifestanti -  come giustamente affermato e denunciato anche dal Consiglio per i diritti umani dell’ONU, non possiamo che alzare la nostra voce e chiedere che non si permetta questo passo indietro nei confronti dei diritti dei più deboli e di un’umanità così vilmente tradita e quindi le istituzioni, gli enti locali, la regione, devono insieme sopperire a questa grande mancanza di solidarietà umana che vorrebbe trasformare la nostra etica e rendere la nostra società una battaglia di tutti contro tutti, cominciando dai più deboli".

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