Studenti e lavoratori in piazza Prefettura, manifestazione sotto la pioggia

Il maltempo non ferma la protesta di studenti e operai che in mattinata hanno preso parte alla manifestazione per dire no agli accordi sulla contrattazione voluti dal governo e alle politiche di austerity

La pioggia battente non ha fermato la protesta. Anche a Bari, come in altre città italiane, studenti e metalmeccanici della Fiom sono scesi in piazza insieme per far sentire la propria voce.

A guidare la protesta degli operai della Fiom, la contestazione dell'accordo per il rinnovo del contratto sottoscritto da Fim, Uilm e Fismic, che a detta della Fiom "conviene solo alle imprese", "frutto avvelenato dell'accordo separato sulla produttività non firmato dalla Cgil".  "Il contratto o presunto tale, firmato ieri dalle altre sigle, non corrisponde alla volontà dei lavoratori", ha sottolineato il rappresentante nazionale del settore auto della Fiom, Michele De Palma che ha tenuto il comizio finale in piazza Prefettura. "E' la prima volta in Italia - ha aggiunto l'esponente Fiom - che si fa un contratto senza che il sindacato maggiormente rappresentativo dei metalmeccanici abbia avuto la possibilità di sedere al tavolo della trattativa". "Quelli che hanno firmato - ha spiegato - hanno detto ai giornali che c'erano 130 euro di aumenti lordi spalmati in tre anni. Oggi finalmente da questa trattativa al buio, nascosta, abbiamo potuto leggere il testo del contratto scoprendo che i 130 euro possono essere spalmati su quattro anni. Poi ci sono ben 80 ore di straordinario comandato ai lavoratori e una flessibilità fino a 120 ore: tutti elementi che fanno fare un passo indietro ai diritti dei lavoratori". Per De Palma "con questo atteggiamento del lasciar fare, il governo si schiera con le scelte di Federmeccanica e prosegue nella politica di divisione fra i lavoratori. E siccome dal governo fanno spesso appello all'unità, oggi dovrebbero dire una parola chiara sulla democrazia: non è possibile che una minoranza decida sulla maggioranza dei metalmeccanici".

 

Alla manifestazione della Fiom si è unito un corteo di qualche centinaio di studenti delle scuole baresi in lotta per la difesa della scuola pubblica. Dopo settimane di mobilitazione, con assemblee, sit-in e occupazioni, i ragazzi sono tornati in piazza per dire no ai tagli e alle politiche di austerity, e rivendicare più certezze per il futuro. "Siamo tornati in piazza - scrivono gli studenti di Rete della Conoscenza in una nota - per ribadire che non ci fermiamo e non siamo soddisfatti dei risultati già ottenuti. Dopo il percorso di autogestione ed occupazione delle scuole nel quale abbiamo sperimentato e costruito un modo diverso di stare nei luoghi, riappropriandocene e diventandone protagonisti". "Abbiamo dimostrato - continuano - che il futuro siamo noi, studentesse e studenti che lottano per l’istruzione pubblica, per un’altra didattica, per la legge quadro sul diritto allo studio e che sono in grado di connettersi alle lotte dei lavoratori. Il corteo degli studenti si è concluso unendosi al presidio con i lavoratori e le lavoratrici della FIOM, per ribadire come la privatizzazione dei saperi e la liberalizzazione del mercato del lavoro siano due elementi dello stesso scellerato disegno politico di questo Governo".

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