"Occupiamo piazza del Redentore contro le Mafie": i cittadini del Libertà si mobilitano, nel giorno della Strage di Capaci

L'appuntamento, organizzato da numerose associazioni in rete, si svolgerà nel pomeriggio del 23 maggio, davanti alla chiesa dei Salesiani: "Rivolta della coscienza, basta criminalità nel quartiere"

Occupare simbolicamente, e non solo, la piazza del Redentore, sottraendola materialmente e moralmente alle mafie e ai clan che si spartiscono  il quartiere Libertà, strangolandolo attraverso la criminalità e la prepotenza. Il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, nell'area pedonale della chiesa dei Salesiani, si svolgerà un importante evento organizzato dal Movimento per l'Antimafia di Base, una rete di cittadini per intervenire su uno dei territori maggiormente interessati dall’aggressività macro e microcriminale nel capoluogo. L'appuntamento sarà caratterizzato dalla lettura dei 'contropizzini', frasi scritte dai ragazzi del Libertà e di altri rioni baresi, indirizzate ai mafiosi del quartiere. Successivamente un'assemblea della rete e la presentazione dell'ultimo libro del procuratore di Bari Giuseppe Gatti, intitolato 'Alla Mafia diciamo Noi', completeranno un pomeriggio all'insegna della mobilitazione civile: "Dobbiamo riappropriarci - spiega il sociologo Leo Palmisano - di uno spazio pubblico da anni monopolizzato dai clan. Bisogna cominciare a parlare con maggiore causa della malavita cittadina, con un presidio permanente di legalità, opponendo resistenza rispetto alla controcultura criminale che cerca di imporsi proprio nelle piazze e nei luoghi di culto. 

"Serve una rivolta della coscienza al Libertà"

"Siamo gente di resistenza - prosegue padre Giovanni Ladiana, protagonista di numerose mobilitazioni antimafia in tutta Italia e in particolare nella sua Calabria -. A questo percorso hanno aderito una sessantina di associazioni e gruppi legati dall'impegno sociale, tantissime persone che non appartengono a movimenti o partiti politici. Resistenza che di venta ri-esistenza perchè nessun criminale può appropriarsi della nostra vita". Un movimento che vuole restare vigile 'dal basso' "per occupare - prosegue Ladiana - noi le panchine davanti al Redentore". E proprio il parroco della chiesa, don Francesco Preite, illustra la situazione nei dintorni dell'oratorio: "Ci insediamo fisicamente nella piazza - dice -, luogo dove gli sguardi parlano di più del semplice sedersi. Bisogna essere liberi di passeggiare, giocare e camminare. Serve una rivolta della coscienza, prendendo atto di meccanismi non più tollerabili. Essere in tanti aiuta ma bisogna fare un cammino insieme e sostenere tutto questo. Vogliamo anche contrastare e segnalare le cose che non vanno perchè le mafie sono più forti rispetto a prima disponendo di maggiore liquidità, aprendo attività che spesso nascondono riciclaggio. Questo lo insegniamo ai nostri ragazzi dell'oratorio che svolgono un percorso approfondito sulla giustizia e la legalità". L'appuntamento del Libertà sarà il primo di una serie di eventi analoghi: il prossimo, nelle intenzioni della rete, dovrebbe svolgersi a Carbonara.

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