'Sardine' pronte a invadere piazza Libertà, la vigilia tra speranze e mobilitazione: "Basta odio in politica"

Tutto pronto, o quasi, per l'appuntamento di sabato 7 dicembre nel centro cittadino. Gli organizzatori: "Non siamo un movimento ma si tratta di una spinta dal basso che sta emergendo"

Le 'sardine' sono pronte a riempire anche piazza Libertà, nel centro di Bari: mancano poche ore alla manifestazione che porterà migliaia di persone nel cuore del capoluogo pugliese, rivendicando un modo diverso di fare politica e istanze della vita quotidiana che non vengono risolte, dalla disoccupazione giovanile all'emigrazione, fino al precariato perenne.

L'appuntamento comincerà alle 19 e vedrà gli interventi degli organizzatori, ma anche di altri partecipanti e gruppi, nonché di un operatore precario di un call center: "in tanti - spiega a BariToday Camilla Chiecca, nello staff che ha messo su l'evento - verranno anche dalla provincia. In questi giorni sono stati organizzati altri appuntamenti analoghi, come quello di Foggia, di domani, e del 15 a Lecce. Il 14, invece, ci sarà una grande manifestazione nazionale a Roma".

Sardine contro qualcuno (Salvini) o per rivendicare una situazione insostenibile? Chiecca chiarisce quest'aspetto, preso di mira da chi non vede di buon occhio questa mobilitazione: "Non siamo un movimento - dice -  ma si tratta di una spinta dal basso che sta emergendo. Vogliamo che la politica affronti dei temi, a cominciare dal modo con cui fare, appunto, politica, soprattutto a livello nazionale. La gente non vuole più temi affrontati in modo violento, sprezzante e con una propaganda incessante e una continua superficialità. Tutto questo prescinde da Matteo Salvini. Lui è un simbolo ma le sardine non sono una cosa contro di lui. Oggi c'è Salvini, domani ci sarà un altro che si comporterà in modo simile"

Stringendo più il campo sulle istanze baresi, le sardine chiederanno azioni particolari: "Da noi - aggiunge Chiecca - il problema principale è l'emigrazione. La gente se ne va perché non ci sono possibilità concrete di restare. Non dimentichiamo le questioni della sanità e della scuola, anche a livello nazionale. Le problematiche sono tante, così come il silenzio". 

Dopo l'ondata di eventi e mobilitazioni, cosa resterà, però, delle sardine? Per ora sono gli stessi manifestanti a non azzardare previsioni: "E' difficile dirlo adesso - sostiene Camilla -. Non siamo un movimento strutturato ed esprimiamo il bisogno di riunirsi e stare in piazza, come non avveniva da tanto tempo. Non sappiamo dire dopo Roma cosa ci sarà. Tanto dipenderà anche dai ragazzi di Bologna che hanno dato il via a tutto e a cosa penseranno di fare dopo aver ottenuto un grande consenso".

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