"Accessi bloccati nei centri di assistenza e servizio trasporto negato": l'odissea di 60 disabili nel Barese

La denuncia di Gianni Romito, presidente di tre associazioni a tutela delle persone con handicap: "Situazione che va avanti da tre anni"

Niente posti nelle strutture socio assistenziali per i figli disabili di 60 famiglie nel Barese. La denuncia arriva da Gianni Romito, presidente delle associazioni 'HBari 2003', 'Volare più in alto' e 'Apate', che da anni si battono per tutelare i diritti ed eliminare le 'barriere' delle persone con disabilità fisica e intellettiva-mentale.

"Nessun accesso nelle strutture Asl"

Proprio su quest'ultimi si concentra l'appello di Romito, che chiede alla Regione Puglia di eliminare le liste d'attesa per i posti regolarmenti autorizzati e accreditati della Asl, così da risolvere una situazione che va avanti da tre anni. "La mancata disponibilità ad accogliere nuovi ospiti - spiega Romito - è inspiegabilmente dettata dalla negazione da parte dei Distretti Socio Sanitari di Bari e quindi della ASL BA di farsi carico della quota sanitaria spettante, in quanto territorialmente competente pari al 50%, benchè ci sia l’esigenza del paziente di accedervi, l’appropriatezza del setting assistenziale, in quanto regolarmente inviati da parte dell’UVM (strumento operativo chiamato dalla normativa di pianificazione socio-sanitaria vigente a garantire l’integrazione della rete dei servizi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali a livello territoriale, ndr) e l’accordo contrattuale fra l’ASL BA ed i Centri Diurni afferenti al Distretto Unico di Bari ex DSS/6-7-8".

L'intervento si concentra poi sui cosiddetti 'Contratti di adesione', sottoscritti da luglio del 2014 fra i Centri diurni disabili (regolati dall'ex art.60), i Centri diurni integrati Alzheimer (regolati dall'art. 60/ter) e la ASL Bari, che - come ricorda Romito -

vengono sistematicamente disattesi da parte della ASL BA , senza alcun ragionevole e possibile motivazione, in quanto a fronte dell’esigenza espressa dall’utente e dalla sua famiglia, dal numero degli ospiti previsti dall’autorizzazione comunale e contrattualizzato con la ASL BA e regolarmente inviati da parte dall’organo preposto della ASL, ossia dall’UVM , in presenza della capacità recettiva delle Strutture socio-assistenziali e del badget di spesa messo a disposizione da parte della ASL BA in ogni accordo contrattuale e quindi disponibile, sottostà ad un inspiegabile “blocco” della presa in carico da parte della ASL BA.

Il trasporto negato

Nella nota diffusa dal presidente delle associazioni, viene poi citato anche il servizio di trasporto dei disabili dai Centri Diurni Disabili di Bari. "I disabili che accedono ai Centri diurni socio educativi e riabilitativi della città di Bari sono discriminati - scrive - costantemente esclusi dal servizio del trasporto che è di competenza dell’Ambito Territoriale, come per tutti gli altri 'disabili', essendo fra l’altro tale servizio, sia nell’attuale RR n.4/07 che nel nuovo RR n.2052, già approvato dalla Giunta Regionale ed in via di pubblicazione sul B.U.R.P. non a carico delle Strutture socio-assistenziali".

Problema portato all'attenzione durante le conferenze di servizio e in numerosi incontri fra i dirigenti della Asl, del Comune di Bari e rappresentanti di associazioni datoriali e strutture socio-assistenziali territoriali. E ancora non risolti nonostante le promesse.

"Il 15/10/2018 la Delibera Dirigenziale dell’ASL BA, e la successiva n.1639 18 /12/2018 - conclude Romito - per l’indizione di nuova Gara per l’affidamento del Servizio Trasporto dei Diversamente Abili presso i centri riabilitativi della provincia di Bari, escludeva ancora una volta i 'diversamente abili' afferenti ai Centri Diurni Socio Educativi Riabilitativi della città di Bari, in quanto non destinatari di tale servizio".

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