Padre e figlio uccisi in due agguati al Libertà, otto a processo: chiesti sei ergastoli

Imputati presunti affiliati al clan Strisciuglio, accusati degli omicidi di Antonio e Luigi Luisi, avvenuti a quasi un anno di distanza l'uno dall'altro

Il luogo dell'agguato costato la vita ad Antonio Luisi, nel 2015

Sei condanne all'ergastolo sono state chieste dalla Dda di Bari nell'ambito del processo che vede imputati otto presunti affiliati al clan Strisciuglio, ritenuti responsabili del duplice omicidio di Luigi e Antonio Luisi, padre e figlio, uccisi a poco più di un anno di distanza in due agguati al quartiere Libertà.  Le richieste di condanna sono state formulate dal pm Giuseppe Gatti nel processo con rito abbreviato che si sta celebrando nell’aula bunker di Bitonto dinanzi al gup del Tribunale di Bari Francesco Pellecchia.

Il 30 aprile 2015 Antonio rimase ucciso in un agguato il cui vero obiettivo era però il padre Luigi, rimasto ferito. Il 31 ottobre 2016 il clan porto invece a compimento il suo intento, uccidendo Luigi Luisi, morto dopo due settimane di coma. I delitti, secondo quanto ricostruito nelle indagini, sarebbero riconducibili a dissidi interni all’organizzazione criminale.

La richiesta di ergastolo è stata formulata per Vito Valentino e Alessandro Ruta, ritenuti i mandanti dell'agguato costato la vita ad Antonio Luisi, Domenico Remini, che avrebbe pianificato entrambi i delitti, Christian Cucumazzo e Antonio Monno, esecutori materiali dell’omicidio del 2015, Maurizio Sardella, che avrebbe aiutato i sicari dell’agguato a Luigi Luisi, monitorando i movimenti della vittima. 

Chiesta inoltre la condanna a 20 anni di reclusione per Donato Sardella, figlio di Maurizio, e a 18 anni e 6 mesi per Gaetano Remini, fratello di Domenico, che hanno confessato di essere gli esecutori materiali dell’assassinio di Luigi Luisi. 

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La prossima udienza, per le discussioni delle difese, è fissata al prossimo 17 dicembre. La sentenza è prevista per il 21 gennaio 2019.

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