Altamura: omicidio Dambrosio, ergastolo per il boss Giovanni Loiudice

Condanna a 16 anni di reclusione per suo figlio Alberto. I due sono ritenuti i mandanti dell'omicidio di Bartolo Dambrosio, il "boss" rivale freddato in un agguato il 6 settembre 2010

Il “boss” Giovanni Loiudice è stato condannato all’ergastolo invece suo figlio Alberto a 16 anni di reclusione. Sono queste le condanne emesse dalla Corte d’Assise di Bari per i due, ritenuti i mandanti dell’omicidio di Bartolo Dambrosio, il “boss” rivale di Altamura freddato in un agguato il 6 settembre 2010. L’omicidio di Bartolo Dambrosio, durante una sessione del processo nello scorso settembre, fu definita dal Gup Antonio Diella una vera e propria esecuzione, pianificata con cura da anni. Infatti, nei loro confronti i giudici hanno riconosciuto le aggravanti della premeditazione e dell'articolo 7, aver cioé favorito un'organizzazione di tipo mafioso, così come contestato dall'accusa.

Il pm Antimafia della Procura di Bari, Desiré Digeronimo, aveva chiesto per entrambi gli imputati la condanna all'ergastolo ma, nel caso di Alberto Loiudice, incensurato, le attenuanti generiche sono state riconosciute prevalenti sulle aggravanti. La Corte d'Assise ha inoltre condannato Giovanni e Alberto Loiudice al risarcimento dei danni nei confronti della 35enne ucraina Valeriya Hiblova, vedova del defunto boss Dambrosio, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro. Nel giugno 2012, al termine di un processo con rito abbreviato, erano stati condannati i tre presunti esecutori materiali del delitto, Michele Loiudice (altro figlio del boss Giovanni) e Francesco Palmieri, condannati a 20 anni di reclusione, e Francesco Maino, condannato a 12 anni e otto mesi.

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