Dirigenti Asl imputati per l'omicidio Labriola: cambiano i giudici, processo da rifare

Riparte da zero il provvedimento che vede imputati alcuni responsabili Asl, accusati di aver omesso le cautele necessarie per garantire la sicurezza nel centro di salute mentale in cui la psichiatra fu uccisa

A cinque anni dall'omicidio, e a due dall'inizio del procedimento, il processo nei confronti dei dirigenti Asl, imputati per l'omicidio della dottoressa Paola Labriola, dovrà ripartire da zero.

Gli imputati sono accusati di aver omesso le misure necessarie a garantire la sicurezza nel centro di salute mentale in cui la psichiatra venne uccisa da un paziente con 70 coltellate. Si tratta di sei dirigenti Asl, tra cui l'ex dg Domenico Colasanto, accusati di morte come conseguenza di altro reato, omissione di atti d'ufficio, falso e induzione indebita a dare o promettere utilità.

Il processo è ripartito nell'ex sezione distaccata del Tribunale di Modugno, ma nel frattempo il collegio dei giudici dinanzi al quale il procedimento è stato celebrato, dal febbraio 2017, è cambiato. I difensori degli imputati non c'è stato il consenso alla 'rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale' e così a partire dalla prossima udienza, fissara per il 29 novembre, il processo dovrà ricominciare.

Le udienze del processo finora celebrate erano state sei, con 23 persone sentite tra testimoni di accusa, parti civili e primi testi della difesa, che ora dovranno essere nuovamente citate e ascoltate. Per l'omicidio della dottoressa Labriola è stato condannato a 30 anni, in via definitiva, il 41enne Vincenzo Poliseno.

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