Ucciso per errore durante rapina: condannato in appello il boss Cosimo Di Cosola

Ribaltata la sentenza di primo grado: inflitta una pena di 24 anni. I fatti nel 1993 a Bitritto: la vittima, il 38enne Michele Molfetta, si trovava con la figlia di due anni nel negozio per acquistare un giocattolo per la bimba

E' stato condannato in appello a 24 anni di reclusione il boss barese Cosimo Di Cosola, accusato di essere il mandante di una rapina in un negozio di giocattoli avvenuta nel febbraio 1993 a Bitritto, in cui rimase ucciso per errore il 38enne Michele Molfetta. I giudici hanno così ribaltato l'assoluzione del processo di primo grado.

La vittima fu colpita mentre si trovava nel negozio con la figlia di due anni, per la quale stava acquistando una mascherina di Carnevale.

La moglie e le due figlie di Molfetta, costituitesi parte civile, rappresentate dall'avvocato Pietro De Paola, hanno ottenuto il risarcimento danni con provvisionali immediatamente esecutive di 50 mila euro.

Confermata l’assoluzione per il coimputato Antonio Lombardi, che era ritenuto dall’accusa uno degli esecutori materiali. Non è escluso che lo stesso Di Cosola avesse partecipato alla rapina.

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