Operazione antidroga: venti in manette fra Bari e Napoli

E' in corso da questa mattina una vasta operazione della Guardia di Finanza contro un'organizzazione internazionale dedita al traffico di sostanze stupefacenti. Venti gli arresti fra Bari e Napoli

Una maxioperazione antidroga che ha interessato le province di Bari e Napoli è stata portata a termine questa mattina dalla Guardia di Finanza. Gli oltre duecento militari impegnati nell'operazione "Freedom" hanno eseguito venti ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese, nei confronti di altrettante persone accusate di far parte di un'associazione dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti operante tra l'Italia e Spagna, e in grado di importare ingenti quantitativi di droga sul mercato pugliese.

GLI ARRESTATI - I provvedimenti restrittivi hanno riguardato elementi di spicco della criminalità organizzata napoletana e barese. Tra le persone arrestate a Bari, figurano affiliati ai clan Strisciuglio, Capriati, e Rafaschieri-Di Cosimo, ciascuno dei quali si occupava di gestire il mercato dello spaccio nel quartiere controllato dal clan di appartenenza.

I SEQUESTRI - Nel corso dell'operazione sono stati anche eseguiti sequestri preventivi di beni. In particolare, due immobili nel quartiere Madonnella, quote societarie di una s.r.l. con sede in Orta Nova (FG), due autovetture e tre motocicli per un valore superiore al milione di euro.

LE INDAGINI - La capillare inchiesta condotta dagli investigatori del GICO del Nucleo di polizia tributaria di Bari, iniziata nel 2009 e condotta attraverso pedinamenti, intercettazioni telefoniche ed ambientali, ha dimostrato l’esistenza di un consolidato
canale di approvvigionamento verso la Puglia
di notevoli quantitativi di hashish che l’organizzazione criminale riusciva a reperire in Spagna, dove veniva ricevuta la droga trasportata dal nord Africa dagli scafisti. Dal sud della spagna le sostanze stupefacenti raggiungevano l'Italia, generalmente occultata a bordo di tir adibiti al trasporto di merci. Una volta giunto in Italia, lo stupefacente veniva "stoccato" nella base operativa di Napoli, per poi essere smerciato in Puglia. In alcuni paesi della provincia barese l'organizzazione aveva inoltre allestito basi per il confezionamento delle droghe, come ha confermato la scoperta fatta dagli investigatori del GICO nell'ottobre 2009 di  un vero e proprio laboratorio artigianale in un box di Triggiano, dotato di tutto l’occorrente (pressa,bilancini, sostanze chimiche varie, cellophane e scotch) per il taglio ed il confezionamento delle dosi di narcotico da immettere sulle “piazze” di spaccio. All’interno del laboratorio furono sequestrati 5 kg di eroina e tre armi da fuoco, con relativo munizionamento, ben custodite e pronte per essere utilizzate.

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