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Tribunale, dipendenti in protesta: "Non lavoriamo in via Nazariantz"

Da domani il personale potrebbe rifiutarsi di entrare nell'edificio che ospita il tribunale penale: "Timbreremo il cartellino, ma ci rifiutiamo di lavorare in via Nazariantz". La proposta oggi al vaglio del coordinamento delle associazioni per l'edilizia giudiziaria

Redazione14 giugno 2012

Timbrare il cartellino negli uffici di piazza De Nicola e rendersi disponibili a lavorare in qualsiasi sede a patto di non mettere piede nell'edificio di via Nazariantz. E' la proposta lanciata ieri dal personale del tribunale penale, preoccupato per lo stato di insicurezza in cui versa l'immobile, interessato ormai da mesi da seri problemi di staticità che richiedono interventi urgenti di manutenzione e consolidamento.

Una situazione di emergenza, dunque, alla quale però non si riesce a porre rimedio. Da mesi, infatti, si parla della necessità di trovare una sede alternativa per il temporaneo trasferimento degli uffici di via Nazariantz, senza tuttavia giungere ad una soluzione. Così giudici e personale amministrativo del tribunale penale hanno deciso di 'intensificare' la protesta, nella speranza di poter abbreviare i tempi di questo trasferimento che appare ormai necessario e improrogabile.

Già nei giorni scorsi, i giudici avevano lanciato una provocazione "Subito una sede sicura o faremo le udienze in piazza". A ribadire il concetto è arrivata ieri la proposta votata all'unanimità nell'assemblea straordinaria convocata dal personale amministrativo di via Nazariantz. L'idea è quella, a partire da venerdì, di rifiutarsi di entrare nell'edificio, spostandosi negli uffici di piazza De Nicola (sede del tribunale civile, ndr) per timbrare il cartellino e mantenendo comunque la disponibilità a lavorare in qualsiasi altra sede. Una proposta oggi sarà presentata all'assemblea del coordinamento delle associazioni per l'edilizia giudiziaria convocata alle 12.30. Inoltre, sempre secondo quanto emerso nell'incontro di ieri, il procuratore della Repubblica, Antonio Laudati, avrebbe chiesto una risposta entro dieci giorni, riservandosi di sollecitare il ministero per un'eventuale dilatazione della sospensione dell'attività giudiziaria oltre i 45 giorni estivi previsti per legge, garantendo così solo le attività urgenti.

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Intanto restano al vaglio dei tecnici gli immobili proposti dal Comune come alternativa per il trasferimento: il palazzo Telecom a Poggiofranco, il complesso 'Agorà' in via Fanelli e 'Villa Patrizia' in via Bellomo.
 

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