Palazzina 'dei tumori' in viale Archimede, i residenti attendono la verità: "Dalla discarica si vedeva il fumo"

Bocche cucite ed apprensione tra gli abitanti dopo la chiusura dell'inchiesta della Procura che attribuirebbe le morti di cancro alle sostanze tossiche provocate dai roghi della discarica di 'via Caldarola' attiva fino a circa 40 anni fa

Bocche quasi cucite, sospiri e pensieri che vanno indietro di anni, scorrendo il tempo fino a quando c'era, a poche centinaia di metri di distanza, la vecchia discarica. C'è poca voglia di parlare tra gli inquilini della palazzina di viale Archimede 16 a Japigia, dove, negli ultimi trent'anni ci sono state 21 morti di tumore tra chi ha vissuto nell'edificio: la Procura di Bari ha concluso le indagini sulla vicenda con una richiesta di archiviazione ma sostenendo che la colpa delle malattie sarebbe da attribuire alle sostanze tossiche provocate dai roghi della discarica di 'via Caldarola' attiva fino a circa 40 anni fa. Lì, da oltre due decenni, c'è il parco 'Ecopoli', realizzato dopo le bonifiche avvenute attorno alla fine degli anni '80. 

La discarica dove ora c'è la 'Montagnola'

Nessuno, nel 2018, senza un ricordo visivo, potrebbe immaginare che in quella zona in passato vi fosse un cumulo enorme di rifiuti. I residenti della palazzina di viale Archimede però lo ricordano bene: "A volte vedevamo del fumo provenire da quella parte" racconta una donna che abita lì da oltre 35 anni. E più in generale, diversi abitanti dell'intera zona ricordano la presenza di quell'area prima della bonifica, non certo un elemento che contribuisse a rendere più salubre la zona denominata da sempre 'Caldarola 45', un tempo periferia estrema della città, senza servizi e con sole palazzine dormitorio. Successivamente, sono arrivate le scuole del Polivalente e il PalaFlorio, quindi 'Ecopoli'. Cambiamenti radicali dal punto di vista sociale ed ambientale, accompagnati proprio dalla bonifica della 'Montagnola'. I casi di tumore, invece, non si sono arrestati dagli anni '90 in poi: "Abbiamo paura - dice un'altra donna - per noi e per i nostri bambini. Siamo sconfortati".

Decaro: "Evitare che si ripetano tragedie come queste"

Sulla vicenda è intervenuto il sindaco Antonio Decaro, il quale, da studente dell'istituto per geometri 'Euclide', ha voluto esprimere il suo ricordo di quando si recava nella zona del Polivalente: "Siamo al fianco delle famiglie che chiedono giustizia per le morti accertate di 21 residenti. Il mio pensiero va a tutte le persone che in quella zona hanno vissuto o vi hanno trascorso le loro giornate, ad esempio i ragazzi che come me in quel periodo hanno frequentato gli istituti scolastici di fronte alla “montagnola”. Sebbene nessuna sentenza potrà restituire le persone scomparse all’affetto dei loro cari, ripristinare la verità dei fatti è un passaggio fondamentale  per la nostra comunità, che deve continuare a tenere alta l’attenzione su tutti i fenomeni, penso ai roghi nelle campagne, che mettono a rischio la salute pubblica. Oggi abbiamo una consapevolezza diversa sui rischi ambientali, e insieme dobbiamo lavorare, ciascuno per le proprie competenze, per evitare che tragedie come questa possano ripetersi”.

Il M5S: "Intensificare i controlli"

La questione è stata anche affrontata dal Movimento Cinque Stelle cittadino, attraverso una nota stampa: "Quella della palazzina di via Archimede 16  - spiegano il consigliere comunale Sabino Mangano e il collega del Municipio I, Italo Carelli - nel quartiere Japigia di Bari è una guerra nella quale finora hanno perso tutti. Il nostro primo pensiero va alle vittime e alle famiglie delle vittime alle quali nulla e nessuno potrà restituire la gioia persa con la dipartita dei propri cari. Poi ci sono i superstiti, alcuni dei quali portano sul loro corpo e nella loro mente le ferite di una battaglia combattuta contro il cancro o che ancora sono costretti a vivere in un area dove il quadro epidemiologico 'richiama fortemente quello riscontrato nelle aree della cosiddetta terra dei fuochi' come dichiarato dalla Procura di Bari. Proprio alla Magistratura, agli Enti preposti alla vigilanza ambientale ed alla Amministrazione Comunale chiederemo di intensificare i controlli sull'intera area (facendo prevalere l'umanità alla burocrazia) e di adoperarsi celermente per affrontare questo capitolo tragico che richiama quanto avvenuto nella Terra dei Fuochi.

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