Palagiustizia nell'ex sede Inpdap, il ministro Bonafede: "Procedura trasparente". Ma alla Camera è bagarre

Il guardasigilli interviene su indiscrezioni di stampa relative alla proprietà dell'edificio di via Oberdan. Intanto in Aula a Roma, caos durante la seduta per l'esame del disegno di legge

Il ministro Bonafede a Bari

"La procedura di individuazione dell'immobile destinato a ospitare gli uffici giudiziari baresi è stata eseguita nel pieno del rispetto delle regole, in maniera pubblica e pienamente trasparente". Lo afferma, in una nota pubblicata sul suo profilo Facebook, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, rispondendo alle indiscrezioni, pubblicate su La Repubblica-Bari riguardanti il palazzo di via Oberdan destinato ad ospitare provvisoriamente gli uffici giudiziari penali cittadini dopo lo sgombero di quello di via Nazariantz, dichiarato inagibile nelle scorse settimane. L'edificio ex Inpdap tra San Pasquale e Japigia, giudicato come soluzione migliore da parte della Commissione nell'ambito della ricerca di mercato bandita a maggio scorso dal Ministero - secondo quanto riportato dal quotidiano - sarebbe di proprietà di un cittadino che avrebbe prestato denaro a clan baresi.

Il ministro ha ricordato che "la commissione ha aggiudicato a chi ha ottenuto il miglior punteggio, e sono stati avviati tutti i controlli previsti dalla legge. In seguito a quanto appreso da fonti di stampa, ho chiesto un ulteriore approfondimento", specificando inoltre che "il decreto legge in discussione alla Camera non riguarda l'assegnazione dell'immobile ma la sospensione dei termini per permettere lo smantellamento delle tende".

Alla Camera volano urla e spintoni

Intanto a Montecitorio, nel corso della seduta dedicata proprio al disegno di Legge sul palagiustizia di Bari, si è scatenata una bagarre con uno scontro fisico anche tra deputati di Fratelli d'Italia e, sembrerebbe, anche della Lega. Dai banchi del Pd sono volate le parole 'Dimissioni, dimissioni" mentre il presidente Fico sospendeva la seduta. Ad innnescare le contestazioni sarebbero state le parole del sottosegretario Vittorio Ferraresi che a inizio intervento ha detto di aver "sentito in quest'Aula delle inesattezze gravi, alcune anche con peso penale di cui ciascuno si assume la responsabilità". Parole che arebbero  scatenato la reazione dell'opposizione, a cui si sarebbe poi aggiunta anche la bagarre a destra.

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