Palese, le ruspe cancellano il villaggio neolitico: "Patrimonio sprecato"

Nell'area Titolo, dove è prevista la costruzione di un complesso di villette a schiera, al posto dell'insediamento preistorico c'è una distesa di terra. L'architetto Lombardi: "Non risulta il nulla osta del Comune ai lavori. Siamo sconcertati"

Terra marrone, rivoltata: un tappeto scuro là dove c'erano tombe e insediamenti risalenti al Neolitico. A Palese la Storia viene seppellita a colpi di ruspe, nonostante appelli e lettere di cittadini e associazioni finanche al Ministero per i Beni Culturali. Nell'area denominata Titolo, su via Vittorio Veneto, sono stati effettuati, nei giorni scorsi, interventi che hanno di fatto cancellato la presenza dell'insediamento, esteso per circa un ettaro, in cui sono state rinvenuti manufatti risalenti tra il VI e IV millennio avanti Cristo.

Al loro posto, è prevista la costruzione di un complesso di villette a schiera. I lavori hanno suscitato indignazione e ira tra le associazioni battutesi in questi mesi per salvare il prezioso patrimonio storico: "Non risulta - afferma l'architetto Eugenio Lombardi, presidente di 'Ecomuseo urbano del Nordbarese' - che il Comune abbia autorizzato l'avvio e non sappiamo chi abbia mandato le ruspe. Ho trasmesso una denuncia alla Sovrintendenza chiedendo se loro hanno dato il nulla osta". 

Nel 2006 il Tar cancellò un vincolo paesaggistico indiretto sul terreno, ma per Lombardi ce ne sarebbe un altro: "A noi - spiega - risulta che c'è un vincolo diretto in un'area adiacente. Qualora esistesse, tutta l'area circostante sarebbe intoccabile, in base alle normative attuali".  Le ruspe, comunque, rappresentano uno spartiacque da cui non si torna più indietro: "Sapevamo - prosegue Lombardi - che nei giorni scorsi era stato portato via quanto emerso pietra dopo pietra. Siamo molto amareggiati e sconcertati. Perché togliere una prospettiva a un intero territorio? Non siamo contro nessuno, ma valorizzando l'area si sarebbe potuto creare un sistema archeologico fruibile a pochi minuti dall'aeroporto. Millenni fa la costa di Palese accolse le popolazioni neolitiche provenienti da Balcani e Grecia che costruirono un enorme insediamento, probabilmente stimabile in circa 7 ettari, vicino a un fiume".

Gli scavi hanno portato alla luce reperti preziosi, vasellame, statuette votive e resti di tombe non fruibili dal pubblico. Le associazioni promettono battaglia sulla vicenda, annunciando la loro mobilitazione. Domani pomeriggio si raduneranno nell'area per chiedere risposte: "Nel caso non dovessimo averle - dice Lombardi - andremo in Procura. Le Istituzioni sono benvenute se vorranno unirsi. Esistono tanti strumenti normativi e partecipativi per confrontarsi sulle questioni urbanistiche, ma se non vengono applicati pienamente restano solo teorici".

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