'Ecomostro' di Santa Chiara, altolà del Comune: "Il vincolo c'è. Sospendere i lavori"

Dopo le prime verifiche della Direzione dei Beni Culturali, Palazzo di Città prende posizione attraverso una lettera a firma del sindaco. L'assessore Tedesco: "Stop al cantiere e sì al confronto". I Comitati: "Fermate l'opera, altrimenti faremo un esposto in Procura"

La protesta continua e l'opposizione va avanti, confortata anche da una scelta importante del Comune. Il sindaco Antonio Decaro, in una lettera al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Puglia e Basilicata, chiederà la sospensione dei lavori per la costruzione della nuova palazzina destinata ad ospitare gli uffici del Genio civile, nell'area a ridosso di Largo Santa Chiara. Gli abitanti della Città Vecchia, assieme a 30 associazioni riunitesi in un comitato, hanno chiesto da tempo lo stop all'edificio di 3 piani che potrebbe ostruire la vista mare, cementificando ulteriormente la zona.

La Direzione dei Beni Culturali, dopo le osservazioni di Palazzo di Città, avrebbe accertato l'esistenza di un vincolo su gran parte del cantiere. I tecnici del Comune infatti, studiando approfonditamente le carte, hanno rispolverato un provvedimento risalente al 1930 sulla base di una legge approvata addirittura nel 1912. Da qui il passo in avanti dell'amministrazione cittadina con la richiesta ufficiale, nelle prossime ore, dell'alt al cantiere: "La Direzione dei Beni Culturali - spiega l'assessore comunale Carla Tedesco - sta svolgendo ulteriori verifiche sull' interferenza rispetto alle opere in costruzione. A noi consta che ricadano in gran parte del vincolo, per cui chiediamo di valutare l'opportunità della sospensione dei lavori mentre sono in corso le verifiche, aprendo un tavolo di confronto".

Il Comitato civico in favore del progetto di un Parco attorno al Castello Svevo, guarda con favore ai nuovi sviluppi, restando comunque in allerta, pronto a nuove iniziative se non ci sarà seguito alle richieste del Comune: "Pieno sostegno al lavoro dell'assessore Tedesco e del sindaco Decaro - spiega Carlo Paolini - che hanno sposato in pieno la causa delle 30 associazioni a sostegno della battaglia. Ci auguriamo che gli attori protagonisti della delibera di questo scempio ambientale possano accogliere la richiesta del sindaco. Qualora non vi fosse risposta positiva, penso si debba approdare a manifestazioni politiche più forti come un esposto alla Procura della Repubblica o anche ad ulteriori azioni di denuncia".

Il presidente del Circolo Acli Dalfino, Michele Fanelli, annuncia anche la presenza di rappresentanti del Comitato al Consiglio del Municipio I, in programma domani a mezzogiorno: "Alcuni componenti - annuncia Fanelli - presenteranno un'interpellanza. Sì, ci sono i permessi per l'opera, ma è altrettanto vero anche che ci sono oltre 1400 firme di 30 associazioni che chiedono di rivedere il progetto. I cittadini adesso stanno esprimendo la loro opinione e non vedo perché non debbano essere ascoltati.

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Commenti (2)

  • Certo che colui al quale è stata limitata la vista mare deve essere una persona molto influente, tanto da far insorgere un intero quartiere. Chissà perché le stesse persone non si sono mosse quando hanno compiuto altri scempi sulla costa. Forse non vi erano interessi privati. Adesso ne vedremo delle belle, perché se è vero che vi è un vincolo che risale al 1912 allora vuol dire che bisognerà demolire tutte le costruzioni realizzate da quella data in poi!. Avanti con le ruspe!

  • Avatar anonimo di Fernando
    Fernando

    BRACO SINDACO e Comitato. Ma quelli di prima non se ne erano mai accorti dei vincoli?

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