Verde, biologico e cucina: con 'Piantiamola' l'agricoltura si fa sociale

Dall'orto-bio di Cassano al giardino sensoriale di Grumo, fino all'ultimo progetto rivolto alle scuole baresi: "Ci occupiamo di minori a rischio, anziani ed emarginati: lavorare la terra può essere terapeutico"

"Lavorando la terra è ancora possibile trovare dimensioni occupazionali e terapeutiche: il ritmo è riconciliante con se stessi e la natura ti accompagna nella gestione del tempo". Zappa, sudore e la soddisfazione di dare la vita attraverso la propria quotidiana fatica. Nulla di più appagante per riprendere il percorso della propria vita, specie se si è in difficoltà. L'idea è il cuore pulsante del progetto 'Piantiamola' attivo da qualche anno, fautore di numerose iniziative originali e creative a coniugare verde, biologico e cucina: dal Bio-Orto di Cassano all' 'Healing garden', un giardino dei sensi terapeutico realizzato in una piazza di Grumo dove, precedentemente vi era stato un omicidio, fino ai tanti corsi di cucina 'Piantiamola' nasce dall'impegno di quattro persone: la sociologa Natalia Lucaioli, il tutor sociale Fulvio De Marinis, l'educatrice Nicoletta Panebianco e Nadia Saponara, psicologa del lavoro.

"Il progetto - spiega Lucaioli - nasce dall'esigenza di fornire strumenti di inserimento lavorativo, utilizzando la terra come mezzo. Ci siamo occupati di anziani, ragazzi e categorie in difficoltà", dai tossicodipendenti alle persone con misure di detenzione alternativa. "La natura - prosegue Lucaioli - permette di vivere esperienze visive e sensoriali in contesti urbani precedentemente teatro di fatti di sangue, come è stato per Grumo, ad esempio, nel caso dell'Healing Garden, accessibile anche ai disabili".