Morto dopo trapianto al fegato, il gup dispone la perizia

Il paziente, Carmelo Solimeo, morì il 2 novembre 2008. Sei mesi prima era stato sottoposto ad un trapianto di fegato al Policlinico. Il sospetto è che a Solimeo sia stato trapianto un organo di seconda scelta senza avvertirlo e lascialo libero di decidere

Morto sei mesi dopo un trapianto di fegato per aver contratto il virus dell'epatite B dal nuovo organo ricevuto. Ora il gup di Bari dispone una perizia per fare chiarezza sulla morte di Carmelo Solimeo, 65enne deceduto il 2 novembre 2008 alcuni mesi dopo un trapianto di fegato effettuato nel Policlinico di Bari.

Il pm titolare del fascicolo d'indagine, Angela Maria Morea, ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo di cinque medici, i quali avrebbero trapiantato al paziente un organo di seconda scelta, senza informarlo sulle eventuali conseguenze e dunque sena lasciargli libertà di scelta. Secondo l'accusa, inoltre, i cinque medici sarebbero stati incapaci di gestire adeguatamente il decorso post-operatorio, somministrando al paziente i necessari anticorpi e antivirali. Il quadro clinico di Solimeo, infatti, si aggravò dopo circa sei mesi dal trapianto, per poi morire, a causa di un epatite B contratta dall'organo trapiantato.

Durante l'udienza preliminare, il gup del Tribunale di Bari, Giulia Romanazzi, ha accolto la richiesta di incidente probatorio avanzata dai difensori dei cinque medici, disponendo una perizia sul trapianto.  Nel procedimento sono parti civili la figlia e il genero della vittima.

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