Prescrizione del reato e processo penale al centro del convegno organizzato da Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Bari e Camera Penale

Appuntamento domani alle 9,30 al Palace Hotel di Bari

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Si terrà giovedì 24 ottobre, alle ore 9,30 al Palace Hotel di Bari, la manifestazione organizzata da Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Bari e Camera Penale di Bari sulla prescrizione del reato e processo penale. L’evento, alla presenza di rappresentanti dell’avvocatura, dell’accademia, della magistratura e della politica e aperto anche alla cittadinanza, è una delle iniziative che l’avvocatura italiana sta adottando per esprimere la contrarietà verso la disposizione, contenuta nella cosiddetta “legge spazzacorrotti” in vigore dal prossimo 1° gennaio, che inibisce il decorso del termine di prescrizione dei reati dopo la pronuncia della sentenza di primo grado. Insieme nella protesta l’Unione delle Camere Penali Italiane che ha proclamato l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale dal 21 al 25 ottobre, e l’Organismo Congressuale Forense che diserterà le aule dei tribunali nella giornata del 25 ottobre. «Abbiamo voluto manifestare con forza pensando al cittadino, perché questa previsione normativa – dichiara Giovanni Stefanì, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari – contrariamente all’intento dichiarato che ne ha accompagnato l’emanazione, determinerebbe un’incertezza riguardo al periodo di svolgimento e un allungamento sine die dei tempi di definizione dei processi penali, compresi quelli in cui l’imputato sia stato assolto in primo grado. Questo andrebbe a ledere i diritti fondamentali del cittadino stesso». «Il processo– dichiara Guglielmo Starace, presidente della Camera Penale di Bari – deve essere giusto e deve avere una durata ragionevole. L’istituto della prescrizione rappresenta la lealtà dello Stato verso il cittadino; l’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado comporta un ergastolo processuale per gli imputati e per le persone offese».

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