Lavori nell'ex Cava di Maso a Santa Rita, c'è il progetto esecutivo. Galasso: "Partiamo a gennaio"

Sono passati 12 anni dall'alluvione e il crollo della parete nord. Tra pochi mesi potranno finalmente partire i lavori, finanziati con un bando da quattro milioni e 430mila euro

Manca ormai poco per l'avvio dei lavori di messa in sicurezza dell'ex Cava di Maso a Bari, previsti a partire da gennaio del 2018, a 12 anni dall'alluvione. Questo pomeriggio è stato fatto un nuovo passo avanti nell'iter burocratico dei lavori: si è tenuto un incontro al quarto Municipio insieme alla commissione che, nei giorni scorsi, aveva richiesto di conoscere i dettagli del progetto esecutivo per il consolidamento della parete rocciosa a nord della struttura, ubicata nel quartier Santa Rita. All’incontro hanno partecipato l’assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Galasso, il presidente Nicola Acquaviva, i consiglieri municipali e un rappresentante del Commissario straordinario pro tempore (Ing. Pulli della Regione Puglia) delegato per l’attuazione degli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico sul territorio regionale, previsti in un vecchio accordo siglato tra il Ministero e la Regione a novembre del 2010, in attuazione di una delibera CIPE del 2012. Il responsabile del procedimento dei lavori è la geologa Tiziana Caggero, intervenuta all’incontro per illustrare nel dettaglio il progetto esecutivo, ormai nella versione finale prossima all’approvazione.

Il bando di gara

Il bando di gara per i lavori prevende un finanziamento complessivo di quattro milioni e 430mila euro (di cui due milioni e 600mila euro per lavori a base di appalto) ed è stato aggiudicato da un Ati composta dall’impresa Nicola D’Aloiso srl e la Modomec Ecoambiente, mentre i professionisti incaricati dall’ATI per la progettazione in questione sono la società Piacentini ingegneri srl e lo studio Romanazzi Boscia e associati srl e una serie di ingegneri, geologi e architetti, uniti in raggruppamento.

Nonostante fosse stato aggiudicato definitivamente a dicembre del 2015, ci è voluto oltre un anno e mezzo per risolvere le numerose problematiche tecniche correlate a vincoli e allo stato dei luoghi - oltre all'acquisizione dei pareri più disparati, tra quello dell’Autorità di Bacino a quello della Soprintendenza - che hanno permesso di concludere il progetto esecutivo solo il 23 marzo scorso. Subito dopo l’esecutivo ha dovuto raccogliere tutti i pareri previsti, l’ultimo dei quali è arrivato 10 giorni fa. Parte ora l'ultima fase burocratica, con il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica da parte degli uffici comunali della ripartizione Urbanistica. "Saranno poi realizzate - spiega l'assessore Galasso - una serie di attività propedeutiche all’avvio dei lavori, tra cui l’immissione in possesso delle aree attraverso l’esecuzione di procedure espropriative per occupazioni anche temporanee di alcune aree indispensabili alla esecuzione dei lavori, a ridosso dei condomini, che saranno interessate dagli interventi".

I lavori

Nello specifico il progetto prevede prima la realizzazione di una recinzione per delimitare lo spazio superiore in prossimità dei condomini prospicienti la cava. Sarà installata una rete paramassi che interesserà tutta la parete nord e che sarà anche caratterizzata dalla presenza di un sistema di funi e da una serie di 'interventi di placcaggio', cioè di blocco di eventuali porzioni di pietra che potrebbero staccarsi attraverso ancoraggi speciali.
 
Alcuni ancoraggi verranno eseguiti in maniera più profonda, con perforazioni della parete, e il tutto verrà completato con la realizzazione di un terrazzamento che conferirà alla parete un aspetto a gradoni verticali, ciascuno dei quali di circa 5 metri di altezza, superato da un sistema di scale e di camminamenti opportunamente studiati anche dal punto di vista estetico e dotati di arredi e sedute con parti in pietra a vista, piante e arbusti, sistema di illuminazione e cancello d’ingresso.

“É un momento epocale - commenta Giuseppe Galasso - perché siamo veramente vicini all’avvio dei lavori di messa in sicurezza definitiva dell’area. Cava di Maso ha due problemi fondamentali: il primo riguarda l’alta pericolosità idraulica, correlata al rischio allagamenti in caso di piena del canale Balice, come accaduto nel 2005. Per poter rimuovere questo problema, e quindi cambiarne la perimetrazione nell’ambito del rischio idrogeologico, è necessario che vengano rimosse delle pareti e dei muretti presenti nel letto del canale Balice, in prossimità di Cava di Maso, che, ove dovessero persistere, risulterebbero di ostacolo al deflusso delle acque con rischio di nuovo allagamento della cava".

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I problemi da affrontare

Prima di poter rimuovere i manufatti, oggetto di un contenzioso tra il Comune e le proprietà private che li hanno realizzati, bisognerà attendere la sentenza attesa per il prossimo mese di marzo. Il secondo problema che potrebbe influenzare i lavori riguarda l’elevata pericolosità geomorfologica rappresentata principalmente, ma non solo, dal rischio di crollo in corrispondenza della parete nord, dove sono posizionati i condomini di via Rocco di Cillo ai civici 18 e 20. "Un pericolo che sarà del tutto scongiurato attraverso la realizzazione degli interventi di consolidamento previsti nel progetto esecutivo. Una volta eliminati i manufatti all’interno del letto del Balice ed eseguito il consolidamento della parete nord, l’ultima fase riguarderà la progettazione della riqualificazione generale della restante parte di Cava di Maso, che potrà restituita alla piena fruizione dei cittadini" conclude l'assessore.
 
 

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