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Parco Perotti a luci rosse, i residenti: “Qualcuno intervenga”

Partita una raccolta firme: "Dopo le 19 il parco diventa il mercato del sesso". Il parroco di San Sabino don Angelo Cassano: "Necessario un dibattito con il Comune sul futuro dell'intera zona"

Antonio Scotti31 luglio 2012

Allarme a Parco Perotti. Oltre alla precaria situazione legata alla manutenzione (con erbacce in ogni dove, giochi rotti e rifiuti sparsi qua e là) una brutta piega sembra aver assunto il fenomeno della prostituzione. Ogni sera,  infatti, dopo le 20, lungo la strada che dalla chiesa di San Sabino porta verso l’estremità del parco, gruppi prostitute attendono i loro clienti. Sono di tutte le nazionalità: italiane, rumene, nigeriane, moldave. La situazione è peggiorata, tanto che qualche residente ha denunciato di aver trovato una donna in compagnia del suo cliente nascosta all’interno di un portone, entrambi intenti a consumare un rapporto sessuale.  La circolazione delle auto attorno al parco è aumentata e non di rado alcuni podisti, frequentatori assidui del parco, s’imbattono in situazioni assai spiacevoli: “Vengo ogni pomeriggio a correre  - racconta Mario Percassi – e devo dire che verso le 19, specie in estate, diventa davvero antipatico stare qui tra clienti, guardoni e prostitute che richiamano chiunque passi”.

I residenti sono stufi. E per questo hanno deciso di aprire una raccolta firme, anche appoggiati dal parroco di San Sabino,  don Angelo Cassano: “Diciamo subito che non siamo contro le prostitute, che vivono una condizione di disagio e isolamento molto grave – afferma -. Personalmente ho incontrato alcune di loro e ne ho raccolto testimonianze di vita ferita e oltraggiata; come comunità abbiamo il dovere di avvicinarci  a queste donne per soccorrerle”.

“Ciò detto  - aggiunge Cassano - c’è un problema di sicurezza che attanaglia questa zona del rione, gli organi di polizia dovrebbero essere più presenti per evitare di assistere a scene davvero brutte, come il lancio di sassi verso le ragazze da parte di alcuni teppisti. Del resto è intollerabile che si apra un vero e proprio mercato del sesso per le strade del quartiere senza che nessuno faccia nulla”.
Tra i residenti si teme che l’estate possa rappresentare solo l’inizio di un fenomeno destinato a prolungarsi anche durante l’inverno. “Non possiamo uscire di casa la sera con il rischio di doverci imbattere in situazioni spiacevoli – racconta Isa L., 52 anni -. Una sera, mentre ritornavo da lavoro, mi è capitato di essere insultata da un uomo che pensava fossi una meretrice”.

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La proposta di don Angelo Cassano è quella di aprire un dibattito sulla parte sud del quartiere a partire da settembre: “Vedremo se il Comune darà l’ok all’estensione della zsr, dopodiché dobbiamo avviare un ragionamento complessivo con tecnici e assessori per cercare di discutere sul futuro di una zona che da qui arriva fino a San Giorgio, una porzione di città bellissima che non merita di essere abbandonata al suo destino”.

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