"Vogliono tenerci bloccati al nord": i docenti neoassunti in sciopero della fame. Lunedì il sit-in in Regione

E' partita questa mattina la protesta di migliaia di 'nastrini rossi' pugliesi e siciliani. La coordinatrice Marsico: "Con noi l'assessore Leo, il consigliere Pisicchio e i presidi"

Dopo i tanti sit-in, le campagne via social e le lettere consegnate agli esponenti politici - tra cui l'ex premier Renzi -, i docenti neoassunti nelle Graduatorie ad esaurimento - i cosiddetti 'nastrini rossi', inaspriscono la protesta. Da questa mattina è partito lo sciopero della fame delle migliaia di professori trasferiti al centro e al nord Italia dalla Puglia per effetto della legge sulla 'Buona scuola', in quella che loro definiscono "una deportazione" e che non sembra trovare una soluzione nel breve termine. 

"Si erano sbandierati per fare pubblicità i numeroni delle cattedre al Sud - spiega la coordinatrice pugliese dei nastrini rossi Francesca Marsico -, ma alla fine la bozza di contratto per le assegnazioni provvisorie impone diversi vincoli che ci obbligheranno a continuare a lavorare a migliaia di chilometri da casa. Noi a questa scelta ci opporremo con forza". La protesta avrà una forte risonanza attraverso i social network: per tre volte al giorno i docenti posteranno foto durante lo stop forzato all'alimentazione, così da far arrivare il messaggio a tutta l'Italia, fino alla firma del Contratto nazionale del lavoro sulla mobilità annuale. Lo sciopero della fame coinvolgerà anche i colleghi siciliani, fortemente colpiti dalla mobilità imposta dalla legge di riforma del sistema scolastico

Lunedì 12 giugno i nastrini rossi scenderanno anche in piazza a manifestare: alle 11 è previsto un sit-in in via Capruzzi, davanti alla sede del Consiglio regionale. "A darci manforte durante l'iniziativa - prosegue la Marsico - ci saranno l'assessore regionale alla Scuola Sebastiano Leo, il consigliere regionale Alfonso Pisicchio, ma anche i genitori degli studenti e i presidi pugliesi, che ci sono accanto in questa battaglia. Le cattedre al sud per far tornare i docenti ci sono ed è giusto che vengano assegnate a noi, così da farci riavvicinare a famiglie e figli".

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