Maxi calcolatrice e striscioni, gli studenti in protesta contro il G7 in piazza del Ferrarese

La singolare manifestazione si è tenuta oggi. Gli studenti parteciperanno dal 12 maggio all'Altro Vertice' a parco 2 Giugno, con due giorni di assemblee, dibattiti e attività ludiche

Una maxi calcolatrice e uno striscione con su scritto "a fare i conti ora siamo noi": è questa l'originale protesta degli studenti baresi contro il G7, il summit dei ministri dell'Economia e delle Finanze internazionali. Gli studenti li hanno appesi oggi in piazza Ferrarese, manifestando la loro contrarietà al vertice.
 
“Sempre più i profitti delle multinazionali e dei privati sono prodotti dallo sfruttamento dei nostri territori e delle nostre vite - spiega Nicolò Ceci, coordinatore Unione degli studenti Puglia -. Casi emblematici sono l’ilva di Taranto, le centrali Enel di Brindisi e, in ultimo, il progetto TAP: opere che ci restituiscono la cifra di un territorio martoriato dai conflitti ambientali e che costringe il più delle volte la popolazione sotto il ricatto salute/ambiente e lavoro". Per l'associazione studentesca è necessario quindi che ci sia un’inversione di marcia, perchè "non possiamo più permettere - prosegue Ceci - che per gli interessi di pochi siano i cittadini, le cittadine, gli studenti, i lavoratori precari e i disoccupati a pagare le conseguenze di politiche economiche e di welfare che non tengono conto delle esigenze dei territori e della popolazione.”

A partire da venerdì 12 maggio e fino alla sera del 13 maggio l'Uds parteciperà a 'l'Altro Vertice' a parco 2 Giugno, organizzato insieme a tante altre realtà del panorama pugliese impegnate sul fronte sociale, politico e culturale, con i quali saranno organizzati assemblee, dibattiti e attività ludiche. "Oggi abbiamo deciso di costruire questa grande calcolatrice - spiega Sara Acquaviva, coordinatrice della Rete della Conoscenza Puglia - che rappresenti i 'molti più di sette' che prendono parola: di fatti, i conti e le conseguenze di queste politiche finanziarie fatte di diseguaglianze ed esclusioni sociali noi li viviamo sulla nostra pelle!  Siamo molti più di sette e sulle sorti dei territori, della popolazione e dell’economia abbiamo il diritto di esprimerci e di farci ascoltare". 

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