Striscioni, assemblee all'università e flashmob: così gli studenti sfidano i clan

Diverse le iniziativa dell'Uds in vista della "Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia" del 21 marzo. I ragazzi oggi si riuniranno in piazza Carabellese

"Studenti ribelli contro le mafie", "Saperi vs Mafie". I ragazzi lanciano messaggi per sfidare lo strapotere dei clan, con striscioni appesi nella notte all'esterno di diversi istituti in città, tra cui il Romanazzi, il Majorana e l'Elena di Savoia, e al Politecnico. È questa l'iniziativa della "Rete della conoscenza" del coordinamento studentesco Unione degli studenti in preparazione alla "Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia", che si celebrerà il 21 marzo prossimo. 

Gli eventi organizzati - Non solo messaggi di protesta, però. Il movimento studentesco ha organizzato altri eventi a Bari, che nei prossimi giorni verranno replicati anche a Barletta, Brindisi, Lecce, Foggia e Taranto. Tra questi ci sono colazioni sociali - che vede il contributo dell'associazione Libera -, il flashmob 'Fai scoppiare le mafie', che si terrà in tre diversi quartieri a Bari: Madonella, Japigia e Libertà e l'assemblea pubblica in piazza Carabellese. Spazio poi agli incontri formativi a partire dal 17 marzo, quando si terrà nel dipartimento di Ingegneria al Politecnico il seminario "Liberi di costruire" sulle infiltrazioni mafiose nei cantieri, seguito dall'incontro all'ex "Palazzo delle poste" con Lella Fazio,  madre di Michele, il ragazzo ucciso per errore dalla criminalità organizzata 16 anni fa. Nuovi seminari e dibattiti sono previsti poi il 20 marzo nei dipartimenti di Lettere, Agraria e Giurisprudenza.

“Riteniamo importante tenere viva la memoria delle vittime - spiega Sara Acquaviva, coordinatrice della Rete della Conoscenza Puglia - ma anche denunciare ciò che non vogliamo più subire sui nostri territori, sempre più controllati e deturpati dai fenomeni mafiosi. E’ necessario che la lotta alla mafia sia sempre più una battaglia culturale, e le istituzioni tutte devono favorire e accrescere nuovi spazi e progetti educativi, in cui non vi sia una mera attività repressiva ma anzi,che venga portato avanti un vero piano preventivo".