Punta Perotti, la Corte europea decide: 49 milioni ai costruttori

Arriva la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo: lo Stato dovrà risarcire le tre società costruttrici che avevano presentato ricorso contro la confisca del complesso edilizio, demolito nell'aprile 2006

Lo Stato italiano dovrà risarcire con 49 milioni di euro le tre società costruttrici del complesso residenziale di Punta Perotti - Sud Fondi, Mabar e Iema - confiscato e successivamente abbattuto nell'aprile 2006.

LA DECISIONE - Lo ha stabilito oggi la Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo, alla quale le tre società si erano rivolte presentando ricorso contro la confisca dell'immobile. La Corte europea aveva in un primo momento rimandato la decisione, chiedendo a Stato e costruttori di trovare un accordo sull'eventuale risarcimento. L'intesa tuttavia non è stata raggiunta e così i giudici hanno provveduto oggi a stabilire l'entità del risarcimento, comunque di molto inferiore alle richieste avanzate dalle società, che si aggiravano intorno ai 350 milioni di euro.

IL RICORSO - Il ricorso alla Corte di Strasburgo presentato dalle societàcontro la confisca, si basava sul fatto che in realtà c'era stata una sentenza che aveva assolto i costruttori perché le licenze edilizie erano state rilasciate dal Comune. Dunque, non essendoci stata una condanna penale, non avrebbe potuto esserci neppure il provvedimento di confisca.

IL COMMENTO DEL SINDACOPunta Perotti, sentenza risarcimento: commento Emiliano
"Finalmente la Corte Europea riporta giustizia ed equità riconoscendo che il Comune di Bari non deve alcun risarcimento a nessuno. È stata solo una legge nazionale sbagliata a determinare una confisca senza condanna, fatto questo contrario alla Carta europea dei diritti dell'uomo".

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Così il sindaco di Bari ha commentato la sentenza odierna. Punta Perotti, sentenza risarcimento: commento Emiliano
"Adesso - ha detto ancora il sindaco - potrò incontrare i proprietari delle aree per definire con loro il destino del parco e le modalità con le quali garantire i loro diritti edificatori. I baresi devono sapere che il Comune di Bari non dovrà pagare alcun risarcimento, né potrà essere chiamato in causa dallo Stato italiano, meno che mai a titolo di rivalsa".

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LE IMPRESE: "SODDISFATTE E PRONTE AL CONFRONTO" - In una nota, Sud Fondi e Mabar sottolineano che la decisione della Cedu "fa seguito a quella del 20 gennaio 2009 che già aveva riconosciuto la piena legittimità dell'operato delle stesse e risarcito il danno morale e d'immagine subito a causa della paradossale vicenda giudiziaria". La Corte Europea "ha accolto e condiviso - prosegue la nota - tutte le tesi e i principi su cui erano fondate le richieste di risarcimento; risarcimento quantificato in una misura inferiore alle richieste in considerazione della restituzione della proprietà dei suoli, della loro destinazione edificatoria e del notevole valore ad essi attribuito anche dallo Stato italiano". Le imprese fanno sapere di essere pronte ad "avviare al più presto un confronto con l'amministrazione comunale per arrivare ad una soluzione condivisa che consenta, da un lato la conservazione di un parco nell'area di Punta Perotti e, dall' altro, l'utilizzo da parte dei legittimi proprietari delle aree tuttora edificabili e ricomprese nei due piani di lottizzazione approvati dal Comune di Bari e mai annullati". Il tutto, conclude la nota, "nel rispetto del Piano regolatore generale della città e delle norme oggi vigenti a tutela del paesaggio".

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