Referendum 12-13 giugno, l'informazione parte dai cittadini

Si sono dati appuntamento mercoledì sera i cittadini della parrocchia San Marcello, in un incontro organizzato dall'Azione Cattolica e dall'associazione Pensa Libero. Obiettivo: discutere dei quattro quesiti referendari, per informarsi e fare una scelta consapevole

Acqua, nucleare, legittimo impedimento: ma di cosa parlano davvero i quattro quesiti referendari e che impatto avrà sulla vita di ogni cittadino l'esito dei referendum del 12 e 13 giugno? Se questo appuntamento sembra essere praticamente scomparso dall'agenda dei grandi media, che siano allora i cittadini a prendere l'iniziativa, ad incontrarsi per discutere, per informarsi e fare un scelta consapevole.

E' quanto hanno fatto mercoledì sera i cittadini del quartiere San Pasquale, che si sono dati appuntamento nell'auditorium della chiesa di San Marcello per un incontro organizzato dall'Azione cattolica San Marcello e dall'associazione Pensa Libero.

"Noi qui stasera - ha detto in apertura del dibattito Domenico Scaramuzzi, rappresentante dell'Azione Cattolica San Marcello - vogliamo stimolare una riflessione su quello che accade a tutti noi ignorando o partecipando a una scelta sui quesiti referendari, perchè i quesiti di cui parliamo riguardano la nostra vita di ogni giorno". Ed infatti ad aprire il dibattito sono stati i contributi "tecnici" di tre diversi "esperti del settore", ciascuno dei quali ha cercato di spiegare nel merito, con chiarezza, il contenuto dei diversi quesiti referendari.

A parlare del referendum sul nucleare Massimiliano Piscitelli, ingegnere ambientale e sostenitore di Legambiente. Al centro del suo intervento funzionamento, costi e rischi delle centrali atomiche, ma anche un riferimento concreto alle possibili alternative energetiche, energia solare in testa. Senza dimenticare un richiamo sul recente decreto omnibus, con cui il governo ha approvato la sospensione dell'iter referendario, ma sul quale l'ultima parola spetta comunque alla Cassazione.

Dal nucleare all'acqua, con l'intervento di Federico Cuscito del Comitato Referendario Acqua Bene Comune, che attraverso una serie di esempi concreti (come quello del gestore privato Acqua Latina nel sud del Lazio) ha cercato di dimostrare come l'ingresso dei privati nella gestione dei servizi idrici integrati (è di questo che parlano i due quesiti referendari) non garantisca automaticamente migliori servizi e tariffe più basse.

Di legittimo impedimento ha parlato Angela Arbore, giudice della Corte d'Appello di Bari, che in maniera semplice ha cercato di spiegare l'ambiguità contenuta nella legge 51 del 7 aprile 2011, peraltro già in parte dichiarata anticostituzionale dalla Consulta, che il prossimo referendum mira ad abrogare.

Alla fine delle relazioni, tanti gli interventi del pubblico: per fare domande, per esprimere opinioni, ma anche per dare il proprio contributo, comunicando agli altri  notizie che spesso non riescono ad ottenere la giusta risonanza. Nella convinzione che, a prescindere dalla scelta che si farà alle urne, incontrarsi sia stato il modo migliore per informarsi.

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