Restyling del Piccinni, sopralluogo dell'assessore Lacarra

In mattinata il delegato alle Opere Pubbliche ha fatto il punto: il palco è stato demolito per lasciare il posto a uno nuovo e a norma. I posti passeranno da 600 a 775. La ristrutturazione da 11 milioni potrebbe richiederne 4 in più. Per l'apertura bisognerà attendere oltre un anno

Il palco non c’è più. I due sipari sono ‘in trasferta’ a Ravenna. Il bar è ancora lì ma tra un mese circa sarà trasferito nelle stanze della Tesoreria comunale. Il loggione, chiuso da decenni, sarà invece ampliato e fornito di nuovi posti. Parte da qui il restyling del Teatro Piccinni di Bari, chiuso per lavori di ristrutturazione e adeguamenti agli impianti elettronici secondo le normative di sicurezza.

Stamattina, l’assessore alle Opere Pubbliche, Marco Lacarra, ha fatto il punto della situazione, con un tour all’interno del politeama di corso Vittorio Emanuele, alla presenza di tecnici e ingegneri. La ‘fase uno’ della ristrutturazione è partita già da qualche mese ma per la consegna definitiva si dovranno attendere ancora 440 giorni (insomma, un anno abbondante) ma solo dal momento in cui si presenterà il verbale di consegna definitiva dei lavori, previsto, più o meno, tra 30 giorni. Questo perché, nell’area del teatro insiste il bar di Palazzo di Città e sono in corso lavori di manutenzione esterna della struttura sull’omonima via Piccinni. In un mese, tutto questo sarà risolto e si potrà procedere prima con lo spostamento dell’esercizio commerciale nelle stanze della Tesoreria, poi con l’aggiudicazione della gara sul secondo lotto.

Un cratere vero e proprio si apre davanti agli occhi di chi ha partecipato il sopralluogo. Il palco, come già accennato, non c’è più: la struttura che lo sorregge è stata abbattuta per lasciare posto a una nuova, completamente a norma e antisismica. I sipari, invece, sono in Emilia Romagna per il restauro ad opera della Gerso. Ma accanto a questi, ne saranno installati altri due di sicurezza. Il progetto, inoltre, prevede un nuovo bar, un infopoint, un ascensore. Garantita l’assenza di barriere architettoniche. Ai lati del palco saranno create due scale antincendio che permetteranno l’uso del sottotetto che, così, farà aumentare di circa cento poltrone la capienza del contenitore culturale. Il loggione sarà ampliato, come tutto il politeama che, da 600, passerà a una capienza di 775 posti a sedere. Gli uffici elettorali del Comune saranno spostati su largo Fraccacreta e i locali liberi faranno spazio a nuovi camerini.

Le opere che, assicura l’assessore, “saranno continuative e non subiranno perdite di tempo, anche se al momento è da ridefinire”, verranno a costare all’incirca 11 milioni di euro (6 dal Comune di Bari, 5 dalle Regione Puglia) ma, a quanto pare non bastano. Lacarra, infatti, ha chiesto un ulteriore finanziamento da 4 milioni alla Giunta Vendola mettendo la somma già nel prossimo bilancio.

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