Rissa al San Nicola, blitz della Polizia tra Libertà e San Paolo: dieci arresti

Operazione della Squadra Mobile coordinata dai pm della Procura sui fatti di Bari-Juve Stabia dello scorso 10 maggio, quando scoppiarono tafferugli tra gli spettatori in Curva Nord e all'esterno dello stadio. All'origine, un diverbio tra minorenni, degenerato in confronto tra opposte fazioni criminali

Oltre il tifo e, a quanto pare, anche il singolo confronto violento. Quella scoppiata nella Curva Nord dello Stadio San Nicola, il 10 maggio scorso, durante la partita tra Bari e Juve Stabia, sarebbe stata una rissa tra gruppi rivali del Libertà e del San Paolo, collegati ai rispettivi clan locali. E' quanto emerso dalle indagini della Procura del capoluogo, coordinate dai pm Tosto e Minardi, e della Squadra Mobile che, questa mattina, ha eseguito 10 ordinanze di cui 8 in carcere e 2 ai domiciliari ai danni di altrettanti pregiudicati: le accuse, a vario titolo, vanno dalla rissa aggravata, al porto d'armi e detenzione d'arma da fuoco clandestina e violazione degli obblighi di sorveglianza. Due, le persone indagate.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

A scatenare il putiferio, un battibecco tra un ragazzo e una ragazza minorenni. Il primo, secondo gli inquirenti, sarebbe proprio il minorenne rimproverato, poche settimane fa, da Florian Mesuti, 'torto' lavato col sangue il 29 agosto dal fratello, con un colpo di pistola fatale per le strade del Libertà. Il litigio tra i minori in Curva Nord degenerò poi rapidamente: come documentato da un filmato della Digos, nell'anello inferiore volarono calci e pugni tra esponenti importanti di clan criminali opposti, proseguita duramente anche all'esterno dello stadio, con il ferimento di alcune persone. Al termine dello scontro, alcuni partecipanti si riunirono vicino a un bar del quartiere Libertà, ripresi dalle telecamere delle Forze dell'Ordine: lì, secondo la polizia, avrebbero discusso dell'accaduto e, successivamente, due di loro, passati una pistola nascosta nei pantaloni di uno degli arrestati. Per gli inquirenti, l'arma sarebbe stata una 'precauzione' in caso di risposta da parte dei rivali del San Paolo.

Un episodio grave che mette in cattiva luce un ambiente, quello della Nord, in gran parte pulito, ma con diverse negatività, come dimostrato dal recente Daspo di Gruppo comminato a 52 supporters dopo gli incidenti di Frosinone: "I tifosi sani - spiega il questore De Iesu - devono anche fare una valutazione sulle persone con cui si aggregano. La sicurezza non può essere solo esclusiva della polizia. Bisogna isolare i violenti ed espellerli dalla tifoseria". Nelle prossime settimane, verranno ulteriormente rafforzati ed implementati, i sistemi di videosorveglianza all'interno del San Nicola.

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