"Verità e giustizia per scomparsi e vittime di crimini impuniti", a Roma la manifestazione dell'associazione Penelope

Sabato 15 dicembre l'iniziativa promossa dalla Onlus presieduta dall'avvocato barese Antonio Maria La Scala, "per richiamare istituzioni e opinione pubblica sul grave problema delle persone scomparse e sulle leggi che consentono l’impunità ad autori di crimini efferati"

In piazza per richiamare l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sul dramma attraversato da chi vive la scomparsa di un proprio congiunto, e sul tema delle leggi "che consentono l'impunità ad autori di crimini efferati".

A promuovere la manifestazione, che si terrà sabato 15 dicembre alle ore 15 in piazza Montecitorio a Roma, è l'associazione Penelope, da anni impegnata a supporto delle famiglie di persone scomparse e presieduta a livello nazionale dall'avvocato barese Antonio Maria La Scala, insieme alla 'Gens Nova Onlus', sempre guidata da La Scala, attiva nella lotta a cyberbullismo, violenza domestica, stalking, femminicidio, pedofilia, anche attraverso la costituzione di parte civile nei processi relativi a tali reati.

"Sarà una grande mobilitazione, abbiamo convocato a Roma tutte le vittime di reati e di ingiustizie, familiari di persone scomparse - spiega La Scala - Chiediamo maggiore attenzione al problema della scomparsa, che per ottant'anni è stato sottovalutato in Italia. Spesso, in presenza di una scomparsa, si tende a classificare il caso come 'allontanamento volontario', e così non si indaga, per poi scoprire invece che si è trattato di un omicidio: faccio un esempio tra tanti, quello di Roberta Ragusa, ma ci sono anche tanti altri casi meno noti, ma altrettanto gravi". 

Ma oltre a sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica, obiettivo della manifestazione è quello di tornare a chiedere interventi normativi precisi: "Chiediamo - spiega ancora il presidente nazionale di Penelope - il ripristino dell'ergastolo per il rito abbreviato. Stiamo chiedendo che venga attuato un disegno di legge di due anni fa sull'omicidio di identità, che prevede che chiunque deturpa il volto di una donna con acido o sostanze infiammabili abbia una pena di 24 anni di reclusione: con la normativa attuale, la condanna è di 6-7 anni per lesioni gravi, non di più". Sul fronte dell'impegno per le persone scomparse, la richiesta è quella di un potenziamento della banca dati del Dna, "attiva da due anni proprio grazie a Penelope". "Molti familiari di persone scomparse - sottolinea La Scala - non sono stati ancora contattati per prelevare il Dna, con l'obiettivo di confrontarlo con i cadaveri non identificati: ce ne sono oltre 800 negli obitori italiani e oltre 2mila sepolti nei cimiteri come 'sconosciuti', sicuramente si tratta di persone scomparse che potrebbero essere riconosciute".

Ma ancora più importante è l'intervento tempestivo al momento della scomparsa, che può fare la differenza nel ritrovamento della persona di cui si perdono le tracce: "L'immediatezza delle ricerche in caso di scomparsa è fondamentale - evidenzia La Scala - Noi chiediamo che in questi casi la Prefettura attivi subito il protocollo di ricerche. Bari, ad esempio, è la città con il maggior numero di persone anziane ritrovate morte dopo la scomparsa: abbiamo avuto otto casi in due anni, l'ultimo un mese fa". 

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