Marò fermati in India, fra tre giorni la decisione sul carcere

Disposti tre giorni di fermo per i due fucilieri pugliesi del battaglione San Marco. Poi la nuova udienza sull'eventuale carcerazione. Ma la difesa dei militari annuncia ricorso: la competenza non è delle autorità indiane

Il marò Salvatore Girone, 34 anni, di Bari

Torneranno davanti alle autorità indiane fra tre giorni Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i due marò pugliesi del reggimento San Marco in servizio sulla petroliera "Enrica Lexie", fermati in India con l'accusa di aver ucciso due pescatori.

L'UDIENZA A KOLLAM - Questa mattina i due fucilieri, accompagnati Pescatori uccisi in India: arrestati marò pugliesi Massimiliano Latorre e Salvatore Girone
dal console generale d'Italia a Mumbai Giampaolo Cutillo

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, sono stati accompagnati presso il Tribunale indiano di Kollam. Il magistrato ha disposto per i due militari un fermo di tre giorni, estensibile a 14 giorni, riservandosi di vedere nuovamente tra 72 ore i due marò per decidere sull'eventuale carcerazione.

IL RICORSO ITALIANO - Intanto non si placa la crisi diplomatica tra Roma e New Dehli sulla competenza sull'accaduto. Secondo quanto riportato dall'Ansa, la difesa dei due militari presenterà domani un ricorso per 'eccezione di giurisdizione' all'Alta Corte del Kerala: i legali chiederanno che venga confermato che l'incidente è avvenuto in acque internazionali e non indiane, ottendendo quindi che ad occuparsi dell'accaduto siano le autorità italiane.

L'ANGOSCIA DEI PARENTI - A Bari e a Taranto sono ore di grande apprensione per i familiari dei due marò. A Torre a Mare la moglie di Salvatore Girone, Vania, è rinchiusa nella sua villetta con i suoi due bambini e rifiuta di parlare con i giornalisti.  Ha scelto invece di parlare il nipote di Massimiliano Latorre. "Abbiamo saputo dell'accusa di omicidio, del trasferimento in tribunale e delle tensioni tra l'Italia e l'India. C'é grande preoccupazione, speriamo si chiarisca tutto", dice Christian D'Addario all'Ansa. "I più grandi dei figli di Massimiliano - racconta D'Addario - mi hanno chiesto: ma cosa è successo a papà? Perché c'é la sua foto sui giornali?". Proprio Massimiliano è riuscito a parlare telefonicamente con la moglie e il cognato, Giovanni Ancona, stamattina: "ha detto che sta bene, che lo stanno trattando bene", racconta l'uomo. Ieri Latorre, in un altro contatto telefonico, aveva detto al cognato che aveva la sensazione di essere coinvolto in "un progetto", ma non aveva potuto spiegare meglio la sua frase perchè la telefonata era stata piuttosto breve.

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