Bombolette e creatività, la street art trasforma via Celso Ulpiani

Qualche giorno fa il festival "Hacktion", con otto writers in azione per ridipingere i muri della strada nel quartiere San Pasquale. Ecco che cosa c'è adesso

Uno dei graffiti realizzati dai writers in via Celso Ulpiani

Il risultato non è proprio come nel caso del Muro di Berlino, ma l’ispirazione è senza dubbio quella. Il colore che cancella il grigio, l’individualità dell’artista che sovrasta l’anonimato di un grigio muro in una strada qualunque di un quartiere semicentrale di una grande città, Bari, via Celso Ulpiani, quartiere San Pasquale. Una via costellata di scuole elementari, superiori, centri studi del Politecnico e persino un orto botanico. Ma cosa hanno visto fino a qualche giorno fa gli studenti (per la verità in questo periodo in vacanza) affacciandosi alle finestre? Muri grigi, sporchi, scrostati, pieni di scritte con cui persone che faticano a comunicare a voce credono di far arrivare un messaggio alla persona del cuore o un insulto alla squadra rivale. Dal 16 luglio la visuale è cambiata, e non solo quella. Anche la facciata dell’Istituto Professionale ‘De Lilla’.

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Facce incazzate, disegni astratti, colori forti. Espressioni di disagio, ma soprattutto di voglia di riscatto per la città e i suoi abitanti. Un nome, Hacktion, un simbolo, la bandiera del Jolly Roger, per 8 writers, volgarmente detti ‘graffitari’, che in una 2 giorni di incontri culturali hanno ridipinto i muri di via Ulpiani a suon di musica e dibattiti. Dems, Etnik, Does, Agostino, Sozyone, Nash, Opium e Sera i loro nomi. Sotto lo pseudonimo, la voglia di riconquistare spazi di libertà e creatività, in un Paese che di spazio ai giovani ne dà sempre meno. Certo, qualche segno di degrado nella strada è rimasto, probabilmente un monito per ricordarci che possiamo fare sempre meglio. Arte urbana, che riflette i contrasti e la durezza della vita cittadina nelle forme e nei colori. Si va da pirati dagli occhi rossi che ti guardano in cagnesco e donne di colore stilizzate, da scritte astratte a forme geometriche, il tutto con colori forti: rosso, nero, blu, bianco. Non c’è spazio per la delicatezza. L’imperativo è gridare il proprio pensiero con lo strumento della bomboletta, il proprio disagio con il graffito, con grande urgenza comunicativa, ma sempre con una finalità positiva di riqualificazione degli spazi comuni. Arte urbana che però è patrocinata dal Comune di Bari e dall’Assessorato Regionale alle  Politiche Giovanili, organizzata dall’agenzia di comunicazione FF3300 e sponsorizzata da Linkem, società che fornisce connessione wireless e che proprio in questo periodo si sta affacciando sul mercato.
 
Partecipazione soddisfacente, diffusione del fenomeno in aumento: il Comune ha già approvato il regolamento per offrire ai writers spazi appositi per esprimersi, mentre la pagina Facebook di Hacktion conta già 931 ‘mi piace’. In attesa di sapere se e dove i murales invaderanno ancora una volta i muri della nostra città.
 

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