Sentenze tributarie pilotate, chiusa l'inchiesta: quaranta indagati

Nel mirino della Procura di Bari giudici, commercialisti, avvocati, funzionari delle Commissioni Tributarie, imprenditori e sette società

Giudici, commercialisti, avvocati, funzionari delle Commissioni Tributarie, imprenditori e sette società: sono in tutto quaranta gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari fatti notificare oggi dalla Procura di Bari nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte sentenze pilotate presso le Commissioni Tributarie provinciale e regionale.

LE ACCUSE - Agli indagati il pm della procura di Bari Isabella Ginefra contesta, a vario titolo, i reati di corruzione in atti giudiziari, falso, rivelazione segreto d'ufficio, infedele dichiarazione dei redditi, riciclaggio, favoreggiamento personale, abuso d'ufficio, truffa, millantato credito e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.

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LE INDAGINI - L'inchiesta, avviata nel 2008, ha portato nel novembre 2010 e poi nel maggio 2012 all'arresto di 23 indagati. Dalle indagini sarebbe emerso che a Bari alcuni imprenditori, che avevano subito nelle proprie aziende verifiche fiscali della Guardia di Finanza e risultavano sanzionabili per ingenti somme in relazione a gravi irregolarità amministrativo-contabili commesse, riuscivano a evitare il pagamento dovuto all'Erario attraverso l'elargizione di 'regalie' ai giudici delle Commissioni Tributarie (Provinciale o Regionale) alle quali veniva presentato il ricorso. Ad assicurare la buona riuscita dell'operazione, l'intermediazione di avvocati e commercialisti. L'inchiesta è stata chiamata 'Gibbanza', termine dialettale barese utilizzato in un'intercettazione per indicare la necessità che fosse pagata una tangente per avere una soluzione benevola dinnanzi alla Commissione.

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