Piazza Moro, scatta lo sgombero del Ferrhotel: "Migranti trasferiti in altre strutture"

In mattinata l'intervento su disposizione della Prefettura, per liberare l'immobile da anni occupato da migranti, per i quali - fanno sapere dal Comune - sono state trovate sistemazioni alternative

E' scattato in tarda mattinata lo sgombero del Ferrhotel, l'immobile nei pressi della stazione da anni occupato da migranti somali. Su disposizione della Prefettura, le forze dell'ordine sono intervenute per liberare l'edificio, di proprietà di Ferrovie dello Stato, mentre gli occupanti - fanno sapere dal Comune - sono stati trasferiti presso altre strutture individuate nei giorni scorsi. Al momento dell'intervento, comunque, nella struttura erano presenti sei persone.

La situazione del Ferrhotel era da tempo nota ed è più volte stata al centro di denunce in particolare per le precarie condizioni igieniche in cui versava l'edificio. Le operazioni di sgombero hanno avuto ripercussioni sul traffico  e relativi rallentamenti nella zona della stazione: il tratto di strada interessato dalle operazioni è stato infatti temporaneamente chiuso alle auto.

Il Comune: "Migranti accompagnati in altre strutture"

"I migranti presenti all’interno del Ferrhotel, in condizioni assolutamente precarie e non dignitose, hanno avviato da settimane - spiega il Comune in una nota - su loro specifica richiesta, un dialogo e un percorso di mediazione culturale con l’assessorato al Welfare, che ha predisposto uno sportello presso la sede dell’assessorato, in piazza Chiurlia, dedicato all’ascolto delle loro istanze e finalizzato a programmare piani individuali di accoglienza e sostegno al fine di migliorare le loro condizioni di vita generali. Al momento sono complessivamente 19 le persone che, dopo l’interlocuzione con lo sportello comunale, sono state inserite in strutture di accoglienza, tra cui la Casa delle Culture, gli S.P.R.A.R. e le Case di comunità comunali. Altri 10 sono in fase di inserimento nelle strutture residenziali. Tutti coloro che non sono ancora stati intercettati, potranno recarsi nelle prossime ore, presso lo sportello comunale per avviare l’inserimento in struttura. Nel corso delle operazioni di questo pomeriggio è stato assicurato il servizio degli assistenti sociali e degli operatori del P.I.S. al fine di supportare le persone in condizioni di maggiore fragilità e difficoltà. Sul luogo era presente anche un’equipe della Asl che si è resa disponibile a verificare le condizioni di salute dei migranti presenti. Coinvolta anche l’Amtab che ha accompagnato i migranti nelle varie strutture di accoglienza individuate. Sono stati inoltre predisposti ulteriori 40 posti di accoglienza straordinari, nel caso in cui dovesse emergere la necessità di ospitare persone non intercettate prima della giornata odierna". 

Arci Bari: "Solidarietà alla comunità somala"

"Arci Bari - si legge in una nota diffusa su Fb dall'associazione - esprime solidarietà a tutta la Comunità Somala che dal 2009 ha abitato il Ferrhotel, il vecchio albergo lasciato in disuso e di competenza delle Ferrovie dello Stato che è stato, in questi 9 anni l'esempio di un esperienza di autorganizzazione e di solidarietà, che ha coinvolto ed è divenuto punto di riferimento per i migranti di origine somala transitati nella nostra città. Difficile comprendere l'esigenza di questo sgombero disposto dalla Prefettura di Bari, il Ferrhotel infatti è stato esempio di pacifica convivenza e percorsi di integrazione lavorativa e sociale delle persone ospitate, tutti riconosciuti rifugiati politici e in quanto tali soggetti di diritto per ricevere altre soluzioni di supporto alla loro inclusione sociale come l'inserimento nei progetti Sprar. Oggi la città di Bari sta vivendo uno strappo che la storia della nostra comunità non merita, comunità “tutta” di cittadini e migranti, che hanno condiviso in quasi 10 anni percorsi di prossimità, solidarietà e sono stati l'esempio di una cittadinanza condivisa e possibile. Una ferita ingiustificabile come tante declinazioni dell'attuale politica governativa. Arci Bari rende disponibile il suo sportello gratuito per l'orientamento legale e sociale dei migranti, gestito da operatori legali volontari, presente nella sua sede di Via Marchese di Montrone 57, aperto i giorni di mercoledì, giovedì e venerdì pomeriggio per sostenere l'esigenza di riallocazione delle persone sgomberate e facilitare la sinergia con le altre organizzazioni del terzo settore impegnate nell'accoglienza e con l'Ufficio Immigrazione dei Servizi Sociali di Bari e si impegna a promuovere e sostenere azioni di solidarietà alla Comunità Somala".

Solidaria Bari: "Mancano politiche di inclusione socio-abitative"

Sulla vicenda è intervenuta anche la rete 'Solidaria', che unisce attivisti migranti e baresi: "Si decide di sgomberare abitazioni informali o cosiddette 'illegali' senza la garanzia di un'alternativa dignitosa. A pagare la negligenza di concrete politiche di inclusione socio abitative e lavorative sono le stesse persone le quali, il più delle volte, pur di vivere e dormire sotto un tetto, sono costrette ad occupare immobili abbandonati. Tra le motivazioni dello sgombero del Ferrhotel, eseguito su provvedimento della Prefettura di Bari e del Comitato provinciale per la Sicurezza, emergono anche le precarie condizioni igienico-sanitarie. Problema irrisolto a causa della mancanza di acqua e luce, che per ben nove anni gli e le abitanti hanno rivendicato insieme ad associazioni e comitati cittadini, e mai garantite dalle istituzioni competenti. Beni elementari e di base che qualsiasi istituzione civile e democratica deve assicurare a chiunque. Eppure in città esistono esperienze virtuose di accoglienza ed assegnazione di immobili pubblici a scopo abitativo. Pensiamo all'ex liceo Socrate o a #VillaRoth. Spazi dove oggi vivono immigrati e italiani insieme, dove c'è la possibilità di ottenere la residenza, rinnovare il permesso di soggiorno, costruire percorsi comunitari aperti ed autogestiti. Motivo in più per il quale chiediamo un intervento immediato dell'amministrazione comunale affinché trovi una soluzione abitativa per gli e le ex abitanti del Ferrhotel così come a tutti coloro ai quali è ancora negata un'abitazione dignitosa".

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