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Stalking, cresce il numero delle denunce: "Importante non lasciare sole le vittime"

Questa mattina il convegno organizzato in Provincia dal Coordinamento donne Cisl di Bari, Fnp Cisl barese, Anteas e Anolf. Al centro dell'incontro, la necessità di offrire adeguata assistenza alle donne che trovano il coraggio di denunciare le violenze subite

Redazione30 aprile 2013

Tra luglio 2011 e giugno 2012 le denunce per stalking registrate dalla Questura di Bari sono state in tutto 257, mentre gli stessi uffici del capoluogo raccolgono attualmente una media di due denunce a settimana per lo stesso reato. Sono numeri importanti, quelli emersi oggi durante il convegno dal "Dalla violenza al femminicidio l'amore non c'entra", organizzato nella sede della Provincia dal Coordinamento donne Cisl di Bari, Fnp Cisl barese, Anteas e Anolf. Numeri che fanno capire come il fenomeno sia esteso, ma anche come un numero sempre crescente di donne trovi il coraggio di denunciare le violenze subite.

"Nella nostra federazione c'é un'associazione di volontariato con un centro di ascolto. – ha spiegato Grazia Palumbo del Coordinamento donne Fnp di Bari – A noi sono pervenute diverse telefonate di donne che gridavano aiuto. Questo ci ha spinto a organizzare questo momento. Vogliamo arrivare alla formazione degli operatori di polizia e delle scuole perche’ con l'educazione, e attraverso le famiglie, possiamo arginare il fenomeno".

Ma, come emerso nel corso dell'incontro, altrettanto importante è che le vittime ricevano un adeguato supporto - sia psicologico che materiale - anche dopo la denuncia. In questa direzione si muove l'iniziativa "Binario rosa" avviata qualche mese fa dal Comune di Bari. Grazie a questo progetto, la donna maltrattata che si rivolge al pronto soccorso del Policnico può contare da subito sul sostegno dei medici, delle forze dell'ordine e di tutti gli attori necessari a proteggerla. "Come citta’ capoluogo – ha detto l' assessore al Welfare del Comune di Bari, Ludovico Abbaticchio - siamo riusciti a formare una rete solidale, istituzionale, sul tema del contrasto alla violenza. In campo nazionale presumo che ci si ancora una falsa ipocrisia. Perche’ ci vogliono leggi nuove e serie riguardo ai corsi di educazione alla sessualità nelle scuole. Ma servono anche leggi e investimenti per l'inclusione sociale e lavorativa delle donne che hanno subito violenza e che devono allontanarsi da casa dovendo diventare autonome economicamente".

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