Famiglie contro la "teoria gender", a Bari fa tappa il 'Bus della libertà'

In piazza Prefettura l'iniziativa 'anti-gender' promossa dall'associazione Generazione Famiglia. I promotori: "Noi costretti ad avere la scorta". Le associazioni Lgbt: "Dietro propaganda no-gender solo paura". L'assessore Bottalico: "Indignata per l'iniziativa"

"I bambini sono maschi. Le bambine sono femmine. Oggi dobbiamo difendere la natura delle cose. In particolare, la natura dell’essere umano". Così l'associazione 'Generazione Famiglia', sul proprio sito web, presenta il tour del 'bus della Libertà', che oggi ha fatto tappa a Bari.

Un'iniziativa che sta facendo discutere, provocando anche proteste da parte delle associazioni Lgbt. A Bari la manifestazione in piazza Prefettura si è svolta tranquillamente, ma - denunciano gli organizzatori sulla propria pagina Facebook - "anche oggi abbiamo bisogno della scorta".

Al centro della contestazione, il presunto insegnamento della "teoria del gender" nelle scuole. "Di che sesso siamo? Maschi o femmine. Quindi uomini o donne. Ecco, oggi si sta sostituendo l’identità sessuale con l’identità di Genere - si legge ancora sul sito dell'associazione -  E che cos’è questa “identità di Genere“? È ciò che una persona “si sente” di essere. Un’identità che non dipende da come nasci. Ovviamente, ognuno ha il diritto di sentirsi ciò che vuole. Ma il punto è: può imporre a tutti noi la sua sensazione?". "Chi vuol dire ai propri figli che l'identità è fluida lo faccia pure - affermano ancora i promotori dell'iniziativa dalla piazza barese - ma non ai nostri, non nelle scuole".

"La “teoria del gender” (o ideologia del gender) non esiste - replicano invece le associazioni Lgbt, che hanno lanciato una piattaforma per contrastare la propaganda 'antigender' - E’ una patacca con una veste scientifica inventata ad uno scopo politico". "Il “genere” è una cosa ben diversa dal cosiddetto “gender” usato dalla propaganda “no-gender”. Non è una teoria e non è una ideologia. E’ un concetto, è uno strumento che serve ad analizzare la realtà e a capirla. In questo caso, il concetto di “genere” si usa per capire e analizzare come si esprime socialmente, culturalmente e psicologicamente, in una data società, la differenza anatomico-sessuale dell’essere uomo o donna".  "L’unica verità della propaganda no-gender - affermano - è che nasce dalla paura e dal rifiuto della realtà e dell’autenticità".

Sull'iniziativa di questa mattina è intervenuta anche l'assessore cittadino al Welfare, Francesca Bottalico, con un post su Facebook : "Sono rimasta indignata come persona, donna, educatrice e, in questo momento della mia vita, come amministratrice pubblica dal passaggio nella mia città di un bus omo-transfobico, che nulla ha a che fare con le libertà ma che, in realtà, ne è l'esatta negazione, attraverso i suoi messaggi subdoli e diretti solo a creare un clima di discriminazione, intolleranza e violenza. Ciascuno di noi, piccolo o grande che sia, ha il diritto di essere e basta. Ciascuno di noi ha diritto alla vita, a fare le proprie scelte, alla propria libertà ed espressione individuale, in tutte le forme e colori. Ha diritto di sentire, sognare e costruire il proprio futuro con le sfumature che desidera e gli sono più congeniali. Ecco perché non da sola - ha aggiunto -ma insieme a tante realtà e cittadini e cittadine della mia città, continuiamo a credere, lottare e impegnarci per la crescita di una società sempre più aperta, inclusiva, libera nelle sue espressioni e coesa. Sono sempre molto tollerante ma a queste assurde provocazioni non ci sto".

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