Strage dei treni Andria-Corato: chiesto rinvio a giudizio per 18 persone e Ferrotramviaria. Regione parte civile

La richiesta di processo è stata formulata dalla Procura di Trani per la stessa società e altri 18 indagati. Emiliano dà mandato all'Avvocatura regionale per la costituzione di parte civile

La Procura di Trani ha chiesto oggi il rinvio a giudizio per 18 persone e per la società Ferrotramviaria, nell'ambito delle indagini sulla strage ferroviaria avvenuta il 12 luglio 2016 sulla tratta ferroviaria Andria-Corato, Scontro treni Andria-Corato, 19 indagati per la strage sui binari
costata la vita a 23 persone e in cui altre 50 rimasero ferite.
La Prcoura ha inoltrato la richiesta all'ufficio Gup "confermando - si legge in una nota - le ipotesi di reato già elencate nell'avviso di conclusione delle indagini preliminari".

Gli indagati e le accuse

Le accuse sono, a vario titolo, i reati di disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso. Nella lista degli indagati per cui è stato chiesto il processo, figurano i due capistazione di Ferrotramviaria, Vito Piccarreta e Alessio Porcelli, il capotreno Nicola Lorizzo, il dirigente del movimento Francesco Pistolato. Ma l'inchiesta arriva anche al Ministero delle Infrastrutture: tra gli indagati ci sono il direttore generale Virginio Di Giambattista, e una dirigente Elena Molinaro che, per l'accusa, non avrebbero adottato quei provvedimenti urgenti che con l'eliminazione del sistema di blocco telefonico a favore del Scmt, avrebbero potuto evitare l'incidente. Ferrotramviaria è invece accusata di aver risparmiato 664mila euro sui lavori per il "blocco conta assi", la cui installazione avrebbe potuto impedire il disastro ferroviario. Le accuse riguardano anche gli allora vertici di Ferrotramviaria - il conte Enrico Maria Pasquini, sua sorella Gloria Pasquini, il direttore generale Massimo Nitti e il direttore di esercizio Michele Ronchi - ai quali viene contestato di non aver lavorato sul fronte della prevenzione degli incidenti, violando una serie di norme sulla sicurezza, fra direttive ministeriali ed europee, oltre al contratto di servizio con la Regione Puglia.

La Regione parte civile nel processo

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, preso atto della richiesta di rinvio a giudizio effettuata dalla Procura della Repubblica di Trani nel procedimento sullo scontro fra due treni avvenuto il 12 luglio 2016 sulla tratta fra Andria e Corato, ha dato disposizione all’Avvocatura della Regione Puglia di predisporre la dichiarazione di costituzione di parte civile in vista dell’udienza preliminare.


 

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