Cap 70100: la riqualificazione e l’arte contemporanea passano per i murales

Presentato il progetto 'City Art Project', promosso dal Comune e dall'associazione 'V-Roots', per regolamentare i graffiti sui muri della città trasformandoli in un'occasione di recupero e promozione dell'arte contemporanea

Uno dei murales realizzati in corso Cavour per il progetto Cap 70100

Cittadini baresi, siete avvisati: se tra qualche tempo vi capita un gruppo di ragazzi armati di bombolette che disegnano sui muri, non chiamate la Polizia. Almeno non subito. Potrebbero infatti essere writer – artisti che partecipano al progetto ‘Cap 70100’, promosso dal Comune di Bari e dall’associazione ‘V-Roots’. Una sigla familiare per i Baresi, ma che in questo caso significa ‘City Art Project’: più precisamente, l’iniziativa attraverso cui l’amministrazione comunale ha inteso regolamentare il fenomeno del graffitismo, anche se, precisa il sindaco di Bari, Michele Emiliano, davanti ad uno sfondo di murales colorati proprio sotto il ponte di corso Cavour, in corrispondenza del Liceo ‘Scacchi’, “ci sarà spazio non solo per i graffiti, ma per vere e proprie forme di arte contemporanea, installazioni, pannelli. Vogliamo provocare la città con l’arte contemporanea, per far sorgere discussioni, come sempre da quando sono sindaco, e riqualificare spazi abbandonati – ha continuato Emiliano, sotto gli occhi incuriositi e un po’ sorpresi di una signora che si ferma davanti al murales per chiedere spiegazioni – come ad esempio il sottopasso di corso Alcide De Gasperi, uno dei punti più degradati della città, coperto di manifesti elettorali vecchi di 30 anni, o anche decorare e ravvivare nuove costruzioni, coltivando la bellezza della città, come il mercato dell’ex area Palmiotto (nelle vicinanze del carcere, dove a breve si trasferiranno gli ambulanti di via Montegrappa, nrd)”.

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Dopo l’esperienza positiva del festival Hacktion, durante il quale circa 2 settimane fa via Celso Ulpiani ha cambiato faccia diventando un continuum di graffiti colorati, sembra inarrestabile l’invasione della street art in città. Chiunque potrà proporre al Comune un muro di cui diventare responsabile, iscrivendosi in un apposito Albo: l’Assessorato alle opere pubbliche valuterà la proposta, mentre quello al Patrimonio si è già attivato per fare un censimento degli spazi comunali che potrebbero essere inseriti nel progetto: oltre al sottopasso di corso Alcide De Gasperi, le ipotesi illustrate da Vittorio Parisi, writer e membro di ‘V-Roots’ comprendono i muri dei bagni di piazza Garibaldi, via Michele Cifarelli (vicino al Conservatorio) e via Nazionale a Palese. “Speriamo anche di riuscire ad attrarre artisti stranieri che possano contribuire – ha concluso Emiliano – il tutto sempre sotto la supervisione del delegato del Comune per le arti, Vito Labarile”.
 

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