Su maltrattamenti al Sant’agostino di Noicattaro:Comunicato famiglie dell’AssociaIone Camminare Oltre le Nuvole

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Sui gravi episodi accaduti a Noicattaro all’Istituto Sant’Agostino Il 16 gennaio, presso la sala consigliare del Comune di Noicattaro, si è tenuta l’assemblea delle famiglie delle persone disabili assistite dal centro di riabilitazione Sant’Agostino, che ha raccolto il disagio di tantissime famiglie seguite dall’Istituto, notoriamente ritenuto un centro di eccellenza, e la rabbia di genitori che hanno riconosciuto i propri figli nel video diffuso dalle reti televisive locali e nazionali in questi giorni. Presenti il sindaco Raimondo Innamorato che, pur orgoglioso della presenza del Sant’Agostino nel territorio comunale, ha confortato le famiglie con il saluto dell’intera cittadinanza evidenziando tutta la solidarietà sua e della comunità locale, invitando ad un prudente giudizio sui gravi episodi alla ribalta della cronaca, che rischiano di demolire l'immagine di una struttura che ha portato sollievo in numerose situazioni. Non fare di “tutta un’erba un fascio” è stato, infatti, il filo conduttore delle diverse testimonianze di genitori che, pur raccontando i benefici tratti a volte da vari anni di trattamenti riabilitativi, accompagnati da una totale fiducia negli operatori, si ritrovano a vivere l’amaro dubbio che anche i propri figli possano aver subito maltrattamenti non emersi e documentati. Un invito alla necessaria prudenza è stato espresso dall’avvocato Giuseppe Muolo, che pur testimoniando stima e apprezzamento verso la direzione dell’Istituto, ha offerto sia nella veste di legale esperto della materia, sia di volontario appassionato ai temi del disagio e dell’integrazione, un prezioso orientamento alle famiglie: solo la chiusura delle indagini e l’accertamento documentato di tutti i fatti e delle diverse responsabilità consentiranno all’associazione e alle famiglie di proporsi come “parte lesa” di fronte ai giudici. Dal dibattito sono emersi diversi umori: dalla comprensibile tentazione di perdere la fiducia verso operatori in cui si è creduto per anni, fino alla preoccupazione di chi, pur registrando straordinari progressi nella recupero e nella crescita dei propri figli, è ora comunque seriamente allarmato dall’accaduto e spera che si tratti di episodi circoscritti, da approfondire e sradicare con tutti i mezzi. All’unanimità tutte le famiglie, confortate dalla presenza, dalla testimonianza e dell’offerta di piena solidarietà e collaborazione di Giuseppe Tulipani, Garante dei Diritti delle Persone disabili presso la Regione Puglia, si sono ritrovate nel richiedere alle autorità competenti e alla direzione dell’istituto, nel rispetto delle indagini in atto: Che responsabili e autori dei maltrattamenti documentati e definitivamente accertato siano allontanati da un lavoro che, oltre a professionalità, richiede amore e rispetto delle persone loro affidate; Che l’istituto, al fine di un miglioramento della propria organizzazione del lavoro, accerti con coraggio e determinazione le responsabilità di chi, avendo compiti di gestione e coordinamento del personale, sapendo e vedendo, sottovalutando segnalazioni delle famiglie, non abbia eventualmente indagato e denunciato immediatamente, assumendo adeguati provvedimenti; che chi eventualmente in modo omertoso abbia coperto colleghi e dipendenti, negando avvenimenti ed episodi di maltrattamenti o di scorrettezze verso gli assistiti, sia severamente redarguito e allontanato dall’istituto, ove i suoi comportamenti lo abbiano reso complice di deprecabili episodi; Che si attivino e potenzino misure di controllo sul modo di operare di tutti i lavoratori cui sono affidati i nostri figli, che siano adottati tutti gli accorgimenti organizzativi e tecnologici possibili; Che siano seriamente sempre ascoltate le famiglie e siano sempre accertate e non sottovalutate eventuali segnalazioni di comportamenti inadeguati. Inoltre l’associazione Camminare Oltre le Nuvole, già da diverse settimane allarmata dalle intenzioni espresse e annunciate dalla Asl Ba di dimettere dall’Istituto gli assistiti maggiorenni, pur denunciando la sua serissima preoccupazione per quando accaduto e per cui Intende proporsi come parte lesa nei futuri procedimenti giudiziari, si conferma presente, attenta, determinata e propositiva nel rappresentare i bisogni delle famiglie e il rispetto con tutti i mezzi dei loro diritti.

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