Sei persone agli arresti domiciliari a Bari e trentatrè indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Bari sui presunti test di ammissione truccati alla facoltà di medicina-odontoiatria. L'indagine, che ha portato oggi agli arresti eseguiti dalla Guardia di Finanza, era partita nel settembre 2009, in seguito ad alcuni controlli compiuti nelle università di Napoli, Foggia e Verona. Le indagini hanno riguardato, in particolare, i test di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso in Medicina e Chirurgia-Odontoiatria e Protesi dentaria che si sono tenuti in queste tre Università negli anni accademici 2007/2008, 2008/2009,2009/2010.
GLI ARRESTI - Tra le persone raggiunte dall'ordinanza di custiodia cautelare, il docente ordinario di odontostomatologia dell'Università di Bari Felice Roberto Grassi, di 58 anni. Il professore è ritenuto dagli inquirenti il capo dell'organizzazione criminale. Tra gli altri arrestati, un tecnico informatico dell'Università di Bari, un odontotecnico, un rappresentante di prodotti per l'ortodonzia e due studenti universitari. Altre 27 persone tra docenti e dipendenti universitari, studenti e aspiranti matricole risultano indagate.
I TEST PILOTATI - Agli studenti veniva chiesto di versare trentamila euro in cambio delle risposte esatte ai test di ingresso. Il meccanismo del raggiro si basava sul fatto che, mentre dopo i primi scandali a Medicina l'università di Bari aveva 'blindati' i controlli durante le prove di ammissione, in altre Università come Napoli i controlli erano ancora 'ordinari' e gli studenti potevano quindi riuscire facilmente ad entrare in aula con un telefonino. Così i giovani aspiranti dentisti e i complici dell'organizzazione nascondevano il proprio cellulare (un palmare in grado di poter fotografare in maniera leggibile il test ministeriale) allacciandolo con una fascia elastica sulla gamba. Una volta entrati nell'aula e ottenuto il questionario, senza farsi notare lo fotografavano e lo inviavano alla centrale operativa di Altamura che faceva pervenire le domande al professor Grassi che a sua volta forniva le risposte che venivano poi trasmesse all'aspirante medico-dentista, che sceglieva di svolgere il test in altre sedi universitarie.
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I RUOLI NELL'ORGANIZAZIONE - Grazie alle attivita' investigative, svolte anche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, e ai servizi di appostamento e pedinamento, l'Autorita' giudiziaria ha ricostruito i ruoli e le funzioni dei singoli componenti dell'organizzazione: il professor Grassi operava in qualita' di promotore, organizzatore e coordinatore dell'organizzazione. A lui spettava anche il compito di avvicinare le aspiranti matricole universitarie e proporre il superamento del test in maniera sicura, ma a pagamento. Inoltre, abusando della sua funzione di direttore del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria dell'Universita' di Bari, utilizzava la rete di contatti all'interno della comunita' scientifica di odontoiatria per ottenere, con scambio di utilita' e favori di vario titolo, le informazioni e le collaborazioni indispensabili per la programmazione nei minimi dettagli del disegno criminoso.





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