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Test di ammissione truccati ad Odontoiatria, ai domiciliari sei persone

Gli arresti eseguiti oggi dalla Guardia di Finanza. 33 in tutto le persone indagate. L'inchiesta era stata avviata nel settembre 2009, in seguito a dei controlli nelle sedi universitarie di Napoli, Foggia e Verona

Redazione24 luglio 2012

Sei persone agli arresti domiciliari a Bari e trentatrè indagati nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Bari sui presunti test di ammissione truccati alla facoltà di medicina-odontoiatria. L'indagine, che ha portato oggi agli arresti eseguiti dalla Guardia di Finanza, era partita nel settembre 2009, in seguito ad alcuni controlli compiuti nelle università di Napoli, Foggia e Verona. Le indagini hanno riguardato, in particolare, i test di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso in Medicina e Chirurgia-Odontoiatria e Protesi dentaria che si sono tenuti in queste tre Università negli anni accademici 2007/2008, 2008/2009,2009/2010.

GLI ARRESTI - Tra le persone raggiunte dall'ordinanza di custiodia cautelare, il docente ordinario di odontostomatologia dell'Università di Bari Felice Roberto Grassi, di 58 anni. Il professore è ritenuto dagli inquirenti il capo dell'organizzazione criminale. Tra gli altri arrestati,  un tecnico informatico dell'Università di Bari, un odontotecnico, un rappresentante di prodotti per l'ortodonzia e due studenti universitari. Altre 27 persone tra docenti e dipendenti universitari, studenti e aspiranti matricole risultano indagate.

I TEST PILOTATI -  Agli studenti veniva chiesto di versare trentamila euro in cambio delle risposte esatte ai test di ingresso. Il meccanismo del raggiro si basava sul fatto che, mentre dopo i primi scandali a Medicina l'università di Bari aveva 'blindati' i controlli durante le prove di ammissione,  in altre Università come Napoli i controlli erano ancora 'ordinari' e gli studenti potevano quindi riuscire facilmente ad entrare in aula con un telefonino.  Così i giovani aspiranti dentisti e i complici dell'organizzazione nascondevano il proprio cellulare (un palmare in grado di poter fotografare in maniera leggibile il test ministeriale) allacciandolo con una fascia elastica sulla gamba. Una volta entrati nell'aula e ottenuto il questionario, senza farsi notare lo fotografavano e lo inviavano alla centrale operativa di Altamura che faceva pervenire le domande al professor Grassi che a sua volta forniva le risposte che venivano poi trasmesse all'aspirante medico-dentista, che sceglieva di svolgere il test in altre sedi universitarie.

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I RUOLI NELL'ORGANIZAZIONE - Grazie alle attivita' investigative, svolte anche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali, e ai servizi di appostamento e pedinamento, l'Autorita' giudiziaria ha ricostruito i ruoli e le funzioni dei singoli componenti dell'organizzazione: il professor Grassi operava in qualita' di promotore, organizzatore e coordinatore dell'organizzazione. A lui spettava anche il compito di avvicinare le aspiranti matricole universitarie e proporre il superamento del test in maniera sicura, ma a pagamento. Inoltre, abusando della sua funzione di direttore del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria dell'Universita' di Bari, utilizzava la rete di contatti all'interno della comunita' scientifica di odontoiatria per ottenere, con scambio di utilita' e favori di vario titolo, le informazioni e le collaborazioni indispensabili per la programmazione nei minimi dettagli del disegno criminoso.

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