Triggiano, rinasce il Caffè Royal: "Anche questo sarà un presidio di legalità"

A marzo 2015 l'attività era stata distrutta da due incendi, ma il titolare, Francesco Lorusso, non si è arreso, e ha intrapreso un percorso per dar vita ad un presidio dell'associazione antimafie 'Libera'. In attesa di riaprire il suo bar, insieme ad altre realtà del territorio, Francesco sta promuovendo degli incontri "per diffondere la cultura della legalità, coinvolgendo soprattutto i giovani"

Un momento del dibattito ‘I giovani e la legalità, la mafia non è Cosa nostra’ - Sotto: la saracinesca del bar Royal

Dai due incendi che hanno completamente devastato il suo bar, il ‘Caffè Royal’ di Triggiano, è passato all’incirca un anno. Due attentati commessi da una mano ancora sconosciuta, che in un attimo hanno distrutto quella che era da più sessant’anni l’attività della famiglia Lorusso, alla quale Onofrio, fondatore del bar, aveva praticamente dedicato tutta la sua vita.

Ma Francesco Lorusso, figlio di Onofrio, che da qualche anno aveva preso le redini dell'attività, non si è arreso. Non ha ceduto all’intimidazione di chi avrebbe voluto vedere quella saracinesca di via Casalino abbassata per sempre. All’indomani dell’incendio, Francesco ha fatto una scelta. Non solo quella di rimettersi al lavoro per riaprire il suo bar, ma anche quella di diventare, sul suo territorio, una ‘voce della legalità’. E’ cominciata così la collaborazione con Libera, per dar vita, anche a Triggiano, ad un presidio della rete antimafie fondata da don Ciotti.

Un progetto che è pian piano cresciuto, coinvolgendo anche altre realtà operanti sul territorio, come l’associazione di cittadinanza attiva “L’altra via” e il gruppo Scout Triggiano 1. E’ nato così l’incontro dal tema ‘I giovani e la legalità, la mafia non è Cosa nostra’, che si è tenuto sabato pomeriggio nella parrocchia ‘San Giuseppe Moscati’ di Triggiano. 

“Il nostro obiettivo – spiega Francesco Lorusso - è coinvolgere maggiormente i giovani, coinvolgere le scuole, perché è lì che si costruisce il futuro”. “Certo – riconosce Francesco - non è facile divulgare la cultura della legalità in un territorio in cui fino ad oggi c’è stato solo silenzio. Ma noi non ci scoraggiamo: ora il nostro obiettivo è quello di portare avanti questo percorso”.  Nel corso del dibattito, i giovani si sono confrontati con il tema della legalità e della lotta alla criminalità attraverso un racconto a più voci, costruito attraverso le testimonianze di ciascuno degli ospiti: Pinuccio e Lella Fazio, genitori del 15enne Michele, vittima innocente di mafia, ucciso per errore in una sparatoria a Bari vecchia nel 2001; il prof. Francesco Minervini, autore di un libro che ricostruisce la vicenda di Michele Fazio; Daniela Marcone, referente per il settore memoria di Libera e figlia di Francesco, direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia assassinato nel ’95; Michele Dicillo, fratello di Rocco, agente della scorta di Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci, originario di Triggiano, alla cui memoria sarà intitolato il costituendo presidio di ‘Libera’.

Un presidio che, in qualche modo, avrà la sua ‘sede’ proprio all’interno del Caffè Royal.  Anche se su questo, Francesco Lorusso preferisce non svelare nulla, rimandando tutto al giorno dell’inaugurazione:  “Se royal (2)-2-2tutto andrà come previsto, tra una quarantina di giorni saremo pronti a riaprire il bar”. Intanto, per quanto riguarda il percorso di incontri, un’altra iniziativa è in cantiere per il 21 marzo, giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Con l’auspicio che a condividere quel percorso di legalità, anche a Triggiano, siano in tanti, e sempre più numerosi.

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