Università: i vincitori dei concorsi decisi durante gli incontri istituzionali

Prosegue l'indagine della Procura di Bari sui concorsi truccati che coinvolge ventidue docenti universitari in tutta Italia. Gli accordi sui nomi dei vincitori dei concorsi conclusi durante gli incontri istituzionali

Oltre alle email, gli incontri istituzionali come i congressi nazionali sarebbero stati lo strumento principale per concludere gli accordi sui nomi dei vincitori dei concorsi truccati. Qui infatti, stando alle intercettazioni telefoniche raccolte dagli investigatori, i professori coinvolti nello scandalo si sarebbero incontrati per dare ai colleghi delle commissioni giudicanti le loro indicazioni sullo svolgimento dei concorsi e sulla scelta dei candidati.

Quella che emerge dalle indagini dei pm della Procura di Bari Renato Nitti e Francesca Romana Pirrelli, non è dunque una struttura piramidale con un'unica cabina di regia, quanto piuttosto una rete di accordi, sodalizi, scambi di favore in grado di orientare gli esiti dei concorsi in 11 Università italiane.

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Le indagini riguardano in particolare i concorsi banditi dal 2006 ad oggi per l'assegnazione di cattedre e borse di studio di diritto costituzionale, canonico e pubblico applicato.
Ventidue i docenti universitari indagati, tra cui cinque dell'Ateneo barese: il professore di diritto costituzionale, Aldo Loiodice, Gaetano Dammacco, ordinario di diritto canonico ed ecclesiastico alla facoltà di scienze politiche; Roberta Santoro della facoltà di scienze politiche, suo padre Innocenzo e Maria Luisa Lo Giacco, ricercatrice di diritto ecclesiastico.

L'inchiesta, che ha portato mercoledì scorso a perquisizioni negli atenei di Bari, Milano (Bocconi), Napoli, Roma, Piacenza, Reggio Calabria, Bologna, Firenze, Macerata, Teramo e Messina, era stata avviata nel 2008 a partire da un esposto anonimo in cui venivano segnalate delle irregolarità nell'assegnazione di quattro posti da ricercatore all’università telematica Giustino Fortunato di Benevento.

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