Usura ed estorsioni a imprenditori, colpo al clan Parisi: tredici arresti

Sgominato un gruppo criminale operante nella zona di Triggiano. Quartiere Japigia blindato, numerose le perquisizioni eseguite. Nell'ambito della stessa indagine era stato arrestato a dicembre scorso il boss Savinuccio

Blitz antiusura della Dia a Bari. I carabinieri, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia,  hanno eseguito questa mattina 13 arresti a carico di presunti affiliati al clan Parisi, accusati di far parte di un gruppo criminale dedito alle attività di usura ed estorsioni ai danni di imprenditori.

Gli arresti sono stati eseguiti prevalentemente nel quartiere Japigia, a Cellamare e a Triggiano. In manette anche persone ritenute vicine al clan Palermiti. Nel corso dell'operazione numerose sono state le perquisizioni eseguite al quartiere Japigia, che è stato cinturato dalle forze dell'ordine.

I NOMI DEGLI ARRESTATI

L'ARRESTO DI SAVINUCCIO - Secondo quanto accertato dalle indagini, il gruppo operava prevalentemente nella zona di Triggiano. Nell'ambito della stessa inchiesta, a dicembre scorso, era stato arrestato Savinuccio Parisi, boss dell'omonimo clan egemone nel quartiere Japigia. A Parisi, tornato in libertà qualche giorno prima per decorrenza dei termini nell'ambito di un altro processo, era stata contestata un'estorsione con l'aggravante di aver agito avvalendosi delle condizioni previste dall’art.416 bis c.p., per aver costretto gli stessi imprenditori a consegnargli monili in oro, preziosi e orologi di pregio, per un valore complessivo di 100mila euro, a fronte di pregressi debiti a tasso usurario non corrisposti.

IMPRENDITORI EDILI NEL MIRINO - Le indagini si riferiscono ad episodi verificatisi nel 2004 nel quartiere Japigia e a Triggiano, quando i clan operanti in questi territori decidono di 'investire' il denaro proveniente dal traffico di droga prestando denaro a usura a imprenditori edili in difficoltà. Oltre a pagare interessi che andavano dal 35 al 133%, gli imprenditori erano costretti anche ad assumere alcune persone con un salario mensile di mille euro, senza che queste dovessero mai andare a lavorare.  "I fatti in esame - scrive il gip Roberto Oliveri del Castillo nel provvedimento restrittivo - sono paradigmatici da un canto della grave situazione economica che riguarda le imprese edili da diversi anni in qua, e dall'altra di come il tessuto criminale tragga sostentamento anche in momenti critici a scapito delle imprese con problemi di liquidità, apparentemente dando loro 'ossigeno', ma in realtà strangolandole con tassi di interesse che poi le costringono a chiudere".

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*Ultimo aggiornamento ore 16.30

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