"Rifiuti abbandonati, atti vandalici e comportamenti irrispettosi", i gestori chiudono l'Oasi Mirko Variato a Triggiano

Il racconto di Luca Di Gioia dell'associazione L'Upupa in Lama San Giorgio: "Trovati muretti a secco, staccionate e persino alberi distrutti. Così non possiamo andare avanti"

Alla fine i gestori non ce l'hanno fatta più. E da ieri, chi passa davanti all'ingresso dell'Oasi Mirko Variato a Triggiano, trova un cartello che indica la chiusura dell'area naturalistica. I motivi sono scritti subito sotto: "Per atti vandalici, furti, maleducazione...e completa mancanza di senso civico". Un'autentica doccia fredda per i tanti baresi - e non - che anche nel post lockdown da Covid avevano avuto modo di scoprire la bellezza naturalistica delle campagne attorno a Triggiano. "E che ora dovranno pagare per i cattivi gesti di altri" assicura Luca Di Gioia dell'associazione L'upupa in Lama San Giorgio, che gestisce l'area dopo aver bonificata nel 2018 quella che prima per decenni era utilizzata come una discarica a cielo aperto. E ci spiega che la scelta arriva dopo tanti comportamenti sbagliati, da parte di adulti e bambini.

In primis ci sono i rifiuti. C'è infatti chi non ha perso il vizietto di utilizzare l'area come discarica: "Come già avvenuto da altre parti - assicura Di Gioia - abbiamo trovato ovunque mascherine, guanti, mozziconi di sigarette, bottiglie di vetro". Ma forse quello che fa più male è la mancanza di educazione nelle famiglie: "Ci sono genitori che hanno fatto fare di tutto ai propri figli - aggiunge - Abbiamo trovato muretti a secco sfondati. Lunedì ne abbiamo risanati due metri, anche perché le pietre vengono rimosse dai ragazzi la sera per essere utilizzati come sedute, sebbene ne abbiamo fornite noi stessi". Persino le staccionate sono state rimosse, non si capisce se per farci giocare i bambini o per altri motivi.

Non solo opere umane, ma anche la natura è bersagliata dai comportamenti scorretti dei passanti. I gestori hanno trovato, infatti, un carrubo spezzato all'interno dell'Oasi, che per loro aveva un significato speciale, essendo stato donato ben sei anni fa. "Anche con un costo considerevole - aggiungono - e ora è spezzato a metà, solo per il gusto di farlo". Querce e Roverelle cresciute in un terrazzamento sono state invece colpite da chi ha visto l'Oasi come una pista da motocross ("ma l'hanno percorsa in lungo e in largo anche con le bici" aggiungono, spiegando perché hanno scelto di chiudere.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

E tra le cause non mancano attacchi "di gelosia", come li definiscono i gestori. Costretti a barcamenarsi tra continui controlli delle forze dell'ordine per segnalazioni arrivate ai centralini della Forestale sul mancato rispetto dei piani ambientali nelle operazioni di bonifica. "Non capisco il motivo di tanto astio - chiarifica Di Gioia - Abbiamo eliminato i rifiuti e restituito a tutti gratuitamente un'area di cui godere senza limitazioni. Ora sto lavorando al ripristino di un'altra zona molto particolare a livello naturalistico, per cui dovrò far pagare un ingresso". Con la speranza che almeno quello possa scoraggiare i vandali.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragedia nel Barese, ragazzino di 12 anni muore soffocato da una mozzarella

  • Traffico di droga, blitz dei carabinieri nel Barese: smantellata banda, undici arresti

  • Giovane assalita da gruppetto di ragazze per le strade dell'Umbertino: "Erano quindici contro una"

  • Coronavirus, tre nuovi casi in Puglia: due sono in provincia di Bari. Non si registrano decessi

  • Incidente sulla Statale 16, moto urta tir e finisce sull'asfalto: centauro travolto da auto e ferito

  • Fiumi di droga nel Barese, il capo gestiva il sistema dal carcere: acquirenti 'attesi' nella palazzina in centro a Mola

Torna su
BariToday è in caricamento