Pedonalizzazioni e locali del 'gusto'? Via Manzoni si divide tra passato e voglia di futuro

Le opinioni dei commercianti e dei residenti si intrecciano tra favorevoli e contrari a un cambiamento graduale ma radicale della storica strada del quartiere Libertà, da anni in crisi

Serrande chiuse (tante) e negozi aperti (non pochi) che vanno avanti giorno dopo giorno, in attesa di un vero e proprio rilancio. Via Manzoni aspetta di conoscere il proprio futuro tra proposte e sogni, a cominciare dall'idea di trasformarla in una strada 'del gusto', avviata mesi fa con il bando Map presentato da Comune e Camera di Commercio, la cui scadenza avverrà ai primi di giugno e i cui riscontri, a 10 giorni dalla chiusura sarebbero, fanno sapere dal Comune, positivi. Panetterie, locali, street food locale e internazionale al posto dei tanti negozi attualmente sfitti per rivitalizzare la via del quartiere Libertà, affrancandola o per lo meno discostandola dalla sua storica vocazione, quella dell'abbigliamento, pesantemente minata dai centri commerciali e dal cambiamento delle abitudini di consumo.

Non solo cibo, ma anche pedonalizzare, in futuro, un paio di isolati a ridosso di piazza Risorgimento, da via Principe Amedeo e via Calefati. L'ipotesi, al momento embrionale e da strutturare adeguatamente, potrebbe davvero segnare una svolta ma tutto dipenderà anche da quante nuove attività potranno aprire. Commercianti e residenti, in ogni caso, si dividono tra 'innovatori' e fedeli alla 'tradizione: "Il pubblico sarebbe più invogliato a fare shopping - spiega uno storico negoziante  - senza intralci di auto e moto. La presenza del 'food', inoltre, consentirebbe alle persone di stazionare più tempo qui in via Manzoni, con indubbi vantaggi". Per alcuni, però, la movida non porterebbe molti vantaggi: "Nelle condizioni attuali - sostiene un'esercente - non ci sono le ragioni per pedonalizzare anche parte della strada. La presenza di locali attirerebbe sì i giovani ma non le famiglie che costituiscono la maggior parte dei clienti dei negozi attualmente presente. Non pensiamo possa cambiare molto".

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Isolato dopo isolato, le differenti opinioni si intrecciano e mescolano, ricordando anche esperimenti poco riusciti: "All'inizio degli anni '90 - racconta un altro commerciante - venne sperimentata la chiusura della strada per alcuni mesi. Non andò bene e si ritornò come prima. Purtroppo qui c'è ancora la mentalità dell'auto. Ben vengano i nuovi locali a non la chiusura della strada. Servirebbe una ristrutturazione dei marciapiedi e della via in generale, non però come sta avvenendo in via Sparano". Tra i residenti, invece, c'è ci si dimostra più aperto: "Perché non dovrebbe esserci un po' di movida in più anche qui, come c'è a Poggiofranco o a Bari Vecchia? - sostiene un abitante della zona - D'altra parte, se si vogliono aprire bar e attività, inserendo tavolini e dehors, è necessario chiudere al traffico una parte della strada. Sarebbe però anche utile abbassare un po' i fitti, solo così ci potrà essere un vero e proprio rilancio di via Manzoni", una strada cartina al tornasole della Bari presente, passata e, chissà, di quella che verrà.

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