24enne "brutalmente" violentata e minacciata di morte da una gang (forse parte di una setta): chiesti 12 anni al "capo"

La Procura ha chiesto sei condanne per altrettanti cittadini nigeriani accusati di violenza sessuale di gruppo su una connazionale: gli abusi contestati avvenuti nel  Centro accoglienza richiedenti asilo, dove la donna era giunta nel 2017

Avrebbero minacciato di morte, picchiato e violentato per mesi una connazionale ospite, come loro, del Centro accoglienza richiedenti asilo. Con l'accusa di violenza sessuale di gruppo la Procura di Bari - come riporta l'Ansa - ha chiesto sei condanne a pene comprese tra i 12 e i 9 anni di reclusione per altrettanti imputati, tutti cittadini nigeriani, attualmente detenuti in carcere e fino ad un anno fa residenti al Cara. 

Stando alle indagini Squadra Mobile di Bari, coordinate dalle pm Simona Filoni e Lidia Giorgio, la vittima della violenza, una 25enne nigeriana attualmente ospitata in una struttura protetta, avrebbe subito le violenze subito dopo il suo arrivo al Cara di Bari, nel 2017. La donna, già vittima di tratta e riduzione in schiavitù, sarebbe stata vittima di abusi anche durante la sua permanenza in Libia, prima di giungere a Bari.

Secondo quanto emerge dall'inchiesta, gli imputati apparterrebbero ad un gruppo criminale riconducibile ad una setta cultista. A capo della gang, secondo gli investigatori, sarebbe stato un 38enne, soprannominato 'Egbon', per il quale è stata chiesta la condanna più alta, a 12 anni 4 mesi di reclusione.

Le accuse sono di violenza privata e, in concorso con gli altri cinque, di violenza sessuale di gruppo aggravata. L'accusa ha chiesto inoltre che agli imputati non vengano concesse le attenuanti generiche, per "la brutalità della condotta". Il processo si sta celebrando con il rito abbreviato dinanzi al gup del Tribunale di Bari, Marco Galesi, nell'aula bunker di Bitonto, e la sentenza è attesa per il 12 dicembre.

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