Storia di Vito, il senzatetto del Libertà preso di mira dai bulli: "La città non ignori questa violenza"

Da qualche giorno Vito non c'è più. Più volte era stato deriso e messo alla gogna dai bulli: i video di quegli episodi sono finiti sul web. La denuncia dei volontari della Croce rossa e il loro appello: "I cittadini non si voltino dall'altra parte"

Vito aveva 50 anni. Era facile incontrarlo tra le strade del Libertà e la stazione, dove soprattutto la sera i senza fissa dimora della città si spostano per un pasto caldo. Vito, un passato segnato da tante difficoltà, aveva problemi di alcolismo. Spesso capitava che urlasse, e poteva far paura, ma era più un modo per difendersi. Da qualche giorno Vito Abbondanza non c'è più. A portarlo via, pare, le complicazioni seguite ad una caduta.

I residenti del quartiere Libertà lo conoscevano bene, così come gli operatori del 118 e della Croce rossa, che tante volte gli avevano dato assistenza, lo avevano soccorso. Anche quando - spesso - Vito finiva vittima dei bulli, deriso, schernito, e filmato. Perchè quello che c'è di ancora più triste in questa storia, sono quelle immagini che restano sul web: una lunga sequenza di video, pubblicati su YouTube e anche su Facebook, da chi, senza scrupolo, lo prendeva di mira, approfittando della sua fragilità.

A denunciare il fatto sono i volontari della Croce Rossa Italiana - Comitato di Bari, che già in passato avevano segnalato la situazione di Vito ai servizi sociali. I volontari, venuti a conoscenza dei video, si sono attivati per chiederne la cancellazione. Anche gli 'Avvocati di strada' hanno offerto la propria disponibilità ad impegnarsi affinché quelle immagini vengano rimosse. Alcuni video sono già stati cancellati da YouTube, ma altri ce ne sono ancora.

"Vito talvolta si sfogava raccontando ciò che subiva - dicono dalla Croce rossa - Una volta ci riferì che qualcuno gli aveva bruciato la mano con l'accendino, la ferita poi si è anche infettata. Un'altra volta, in pieno mese di dicembre, lo abbiamo trovato completamente inzuppato: gli avevano fatto un gavettone". Ma la lista dei soprusi, non solo verbali, non si ferma qui, come gli stessi video testimoniano. Episodi che si consumavano anche di giorno. Sotto gli occhi di chiunque, insomma, così come tanti sono stati gli 'occhi' che hanno guardato i video pubblicati su Fb e You Tube. Ed è questo ciò che più deve indurre a riflettere. "La nostra denuncia vuole proprio sensibilizzare tutti i cittadini, richiamare l'attenzione su come alla fine gli ultimi, i soggetti più deboli e vulnerabili siano sempre più abbandonati per strada, fino a diventare addirittura 'passatempo', oggetto di scherno per qualcuno". E allora è ancora più importante non girarsi dall'altra parte, ma reagire. Affinchè chi già soffre e porta i segni di un'esistenza difficile non sia ancora più emarginato e offeso nella dignità.

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